Voto, a rischio confronto tv Rai fra leader. Pd: è colpa di Berlusconi
ROMA (Reuters) - Il confronto televisivo sulla Rai tra i sei leader delle principali coalizioni e liste alle prossime elezioni potrebbe saltare per un problema di regole sulla par condicio, dice una fonte Rai, ma secondo il Pd e Oscar Giannino è Silvio Berlusconi a non voler dibattere con i rappresentanti "minori".
"Domani la commissione parlamentare di Vigilanza Rai risponderà alla nostra richiesta sull'interpretazione del regolamento sui dibattiti pre-elettorali sulle reti del servizio pubblico", ha detto a Reuters una fonte di Viale Mazzini a conoscenza del dossier.
"Noi comunque stiamo lavorando a un confronto tra sei candidati", cioè Pier Luigi Bersani (centrosinistra), Berlusconi (centrodestra), Mario Monti (centro), Beppe Grillo (M5S), Antonio Ingroia (Rivoluzione civile) e Giannino (Fermare il declino).
Secondo alcune interpretazioni, il regolamento della Vigilanza sui dibattiti politici prevede solo la partecipazione dei capi di coalizione, e non di singole liste. Dunque, in questo caso il confronto potrebbe avvenire solo tra Bersani, Berlusconi e Monti.
In una nota diffusa questo pomeriggio, però, il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, ha scritto che la commissione non ha "alcuna competenza, e quindi nessuna responsabilità, nella scelta dei format dei programmi di approfondimento per garantire il rispetto della 'par condicio' da parte della Rai", ferma restando comunque la distinzione tra "capilista" e "capicoalizione".
Bersani ha ripetuto oggi che non intende partecipare a dibattiti tv a tre, e che preferirebbe nel caso scegliere un'emittente privata, non vincolata dal regolamento della Vigilanza, per incontrare gli altri cinque avversari elettorali.
"In realtà è Berlusconi che non vuole il confronto con Grillo, Ingroia e Giannino: teme di essere oscurato", ha detto Stefano Di Traglia, portavoce del segretario Pd.
"Si attaccano a questa storia del regolamento, ma il problema è politico. Noi vogliamo il confronto con tutti quelli che sono rappresentativi, a prescindere dalle percentuali che prenderanno", ha aggiunto.
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