29 gennaio 2013 / 16:43 / tra 5 anni

Voto, a rischio confronto tv Rai fra leader. Pd: è colpa di Berlusconi

ROMA (Reuters) - Il confronto televisivo sulla Rai tra i sei leader delle principali coalizioni e liste alle prossime elezioni potrebbe saltare per un problema di regole sulla par condicio, dice una fonte Rai, ma secondo il Pd e Oscar Giannino è Silvio Berlusconi a non voler dibattere con i rappresentanti “minori”.

Il leader del Pdl Silvio Berlusconi. REUTERS/Remo Casilli

“Domani la commissione parlamentare di Vigilanza Rai risponderà alla nostra richiesta sull‘interpretazione del regolamento sui dibattiti pre-elettorali sulle reti del servizio pubblico”, ha detto a Reuters una fonte di Viale Mazzini a conoscenza del dossier.

“Noi comunque stiamo lavorando a un confronto tra sei candidati”, cioè Pier Luigi Bersani (centrosinistra), Berlusconi (centrodestra), Mario Monti (centro), Beppe Grillo (M5S), Antonio Ingroia (Rivoluzione civile) e Giannino (Fermare il declino).

Secondo alcune interpretazioni, il regolamento della Vigilanza sui dibattiti politici prevede solo la partecipazione dei capi di coalizione, e non di singole liste. Dunque, in questo caso il confronto potrebbe avvenire solo tra Bersani, Berlusconi e Monti.

In una nota diffusa questo pomeriggio, però, il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, ha scritto che la commissione non ha “alcuna competenza, e quindi nessuna responsabilità, nella scelta dei format dei programmi di approfondimento per garantire il rispetto della ‘par condicio’ da parte della Rai”, ferma restando comunque la distinzione tra “capilista” e “capicoalizione”.

Bersani ha ripetuto oggi che non intende partecipare a dibattiti tv a tre, e che preferirebbe nel caso scegliere un‘emittente privata, non vincolata dal regolamento della Vigilanza, per incontrare gli altri cinque avversari elettorali.

“In realtà è Berlusconi che non vuole il confronto con Grillo, Ingroia e Giannino: teme di essere oscurato”, ha detto Stefano Di Traglia, portavoce del segretario Pd.

“Si attaccano a questa storia del regolamento, ma il problema è politico. Noi vogliamo il confronto con tutti quelli che sono rappresentativi, a prescindere dalle percentuali che prenderanno”, ha aggiunto.

L‘OFFERTA DI SKY

“Se non si può fare in Rai, lo faremo su Sky Tg24”, ha detto Di Traglia, secondo cui però il Pd non vuole invece confronti con la formazione di estrema destra Casa Pound.

L‘emittente di Rupert Murdoch, che nei mesi scorsi per prima ha trasmesso il dibattito tra i candidati alle primarie del centrosinistra - seguito da quasi due milioni di spettatori - ha proposto di ospitare il confronto pre-elettorale.

Anche Giannino accusa il presidente del Pdl di volersi negare al confronto: “Berlusconi si nega a confronto tra 6 candidati premier. Scappa, coniglio, scappa con le sue fanfaluche. Fare pulizia”, dice in un tweet.

Lo staff di Berlusconi risponde che “per il momento, bisogna attendere il responso della commissione parlamentare di Vigilanza”.

Una fonte vicina all‘ex premier dice però che “per gli elettori un confronto a sei sarebbe una specie di pollaio, con tutto il rispetto per i candidati. Sarebbero meglio faccia a faccia a due per volta”.

(Massimiliano Di Giorgio)

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