29 gennaio 2013 / 15:08 / 5 anni fa

Mps, Grilli: verso sanzioni Banca d'Italia ad amministratori

La sede di Monte dei Paschi di Siena a Roma.Max Rossi

di Stefano Bernabei e Roberto Landucci

ROMA/SIENA (Reuters) - Una ispezione di Bankitalia nei confronti della Banca Mps svoltasi dal settembre 2011 al marzo 2012 ha portato all'apertura di una procedura sanzionatoria nei confronti degli amministratori ora in fase conclusiva.

Lo ha detto il ministro del Tesoro Vittorio Grilli nel corso dell'audizione in commissione Finanze della Camera sullo scandalo dei prodotti strutturati di Mps la cui vera natura, secondo la Banca d'Italia, è stata occultata alla vigilanza.

Nella stessa occasione Grilli, in riferimento all'uso dei derivati, ha negato che al momento emergano "particolari situazioni di allarme per le banche italiane".

Riferendosi alla seconda ispezione fra quelle svolte da Bankitalia a Siena dal 2010 ad oggi, Grilli ha detto che "il rapporto ispettivo [concluso il 9 marzo 2012] rileva pesanti rilievi contestando alla banca le gravi carenze emerse dalla gestione della liquidità".

Per tanto, "è stata avviata la procedura sanzionatoria nei confronti degli amministratori, dell'ex direttore generale e sindaci per carenze nell'organizzazione nei confronti interni e per violazione della normativa in materia di contenimento dei rischi finanziari. Questo procedimento è ad oggi in fase conclusiva".

Il ministro del Tesoro si è soffermato a lungo sui Monti bond che il Tesoro si appresta a sottoscrivere per 3,9 miliardi e che inglobano anche "vecchi strumenti finanziari", come ha definito i Tremonti bond, concessi per 1,9 miliardi.

Grilli ha spiegato che gli attuali sono più onerosi per la banca dei precedenti e che "l'esito della eventuale conversione sarebbe che la quota del Mef salirebbe, ai valori di borsa di fine settembre, a circa l'82% del capitale mentre sarebbe diluita sotto il 20% quella degli attuali azionisti".

All'obiezione del responsabile economico del Pdl Renato Brunetta che Mps non avrà mai i soldi per ripagare il prestito dello Stato e che quindi l'operazione si presenterebbe come una "nazionalizzazione mascherata", il ministro ha risposto: "Spero di no. Spero che paghino e paghino presto".

Grilli ha ribadito che le condizioni finanziarie di Mps anche alla luce degli ultimi eventi sono solide e che pertanto le condizioni finanziarie della banca senese non ne richiedono il commissariamento.

I contratti al centro delle polemiche politiche e di una indagine dei magistrati per truffa e appropriazione indebita, sono stati effettuati tra il 2006 e il 2009 e potrebbero comportare perdite fino a 720 milioni di euro.

La bufera è scoppiata la settimana scorsa quando i nuovi vertici del Monte hanno detto di aver ritrovato documenti contabilizzati in modo sbagliato.

Nel 2007 Monte dei Paschi aveva acquistato cash la Banca Antonveneta dal Santander che pochi mesi prima l'aveva pagata 6,6 miliardi di euro. L'operazione effettuata alla vigilia della crisi dei mutui sub-prime Usa ha da allora indebolito sempre più la posizione finanziaria della terza banca italiana.

La relazione della Banca d'Italia consegnata da Grilli in Parlamento dice in proposito che il costo dell'operazione è ammontata a 9 miliardi (di cui 6 di avviamento) e che per Mps era anche previsto un impegno di liquidità, stimato in circa 9,5 miliardi, volto a rimborsare (entro 12 mesi dalla conclusione del contratto) le linee di credito in precedenza concesse da Abn Amro ad Antonveneta.

GRILLI: NULLA DI STRANO IN INCONTRO CON DRAGHI

Grilli ha incontrato ieri il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi che all'epoca della definizione dei contratti strutturati, tra il 2006 e il 2009 era a capo della Banca d'Italia.

Sull'incontro ha chiesto maggiori dettagli l'ex ministro dell'Economia Giulio, molto critico sull'azione di vigilanza.

"Sarebbe interessante sapere l'oggetto del colloquio di ieri sera fra il presidente della Banca centrale europea e del ministro del Tesoro", ha detto Tremonti.

"La Banca d'Italia non ha fatto niente. Non c'è stata deterrenza, non c'è stata repressione da parte di Bankitalia. E' stata la magistratura ad intervenire con un lavoro straordinario e non l'esatto opposto".

Durante l'audizione, Grilli ha risposto che "nel complesso Mps è stata sottoposta ad intensa attività di vigilanza che ha consentito di interrompere comportamenti anomali della banca".

Al termine ha dichiarato ai giornalisti: "Io e Draghi ci vediamo circa due volte al mese per questioni istituzionali, non c'è nulla di strano".

Una delle domande sollevate è perché fu autorizzata un'acquisizione così onerosa come quella di Antonveneta, sulla quale la magistratura indaga anche per verificare se furono pagate tangenti.

Dai documenti visti da Reuters emerge che Draghi ha insistito perché Mps procedesse a un aumento di capitale e ha chiesto modifiche al contratto Fresh con cui Mps ha recuperato 1 miliardo che la banche sembrerebbe aver eluso. [ID:nL5N0AX59Z]

"L'azione di accertamento dell'effettiva natura delle operazioni di Mps si è basata anche sugli sviluppi delle indagini penali che hanno messo in luce fatti non altrimenti riscontrabili", si legge nel documento della Banca d'Italia diffuso oggi.

"In tale ambito anche l'effettiva rispondenza della struttura contrattuale adottata per il Fresh alle indicazioni della Banca d'Italia e le informazioni all'epoca communicate da Mps sono oggetto di analisi sia da parte della Banca d'Italia sia delle competenti autorità giudiziarie. In relazione a tali fatti la Banca d'Italia ha avviato nel dicembre 2012 un procedimento sanzionatorio".

Già al termine dell'ispezione Bankitalia del 2010 erano emersi i contratti al centro delle indagini realizzati con la banca giapponese Nomura e Deutsche Bank e il dubbio che la struttura del Monte non fosse in grado di gestirli.

Secondo la relazione della Banca d'Italia diffusa oggi da Grilli, all'ispezione seguì la richiesta, comunicata il 29 ottobre 2010, al Cda e al collegio sindacale di Mps di realizzare quanto prima "un consistente aumento di capitale" e "di rafforzare il sistema dei controlli interni".

Nel settembre 2011, due mesi prima di passare alla Bce, quindi, Draghi, avvia dunque "con urgenza" una seconda ispezione presso la banca che indica "sin dalle prime fasi, che le problematiche in precedenza rilevate dalla Vigilanza non sono state di fatto superate".

Si arriva al 15 novembre 2011 quando il direttorio, questa volta sotto la guida di Visco, convoca in via Nazionale i massimi vertici di Mps e della Fondazione "al fine di metterli di fronte alla proprie responsabilità e richiede a Mps una rapida, netta discontinuità nella conduzione aziendale".

Banca d'Italia si oppone anche ai 4 milioni per la risoluzione del rapporto con il direttore generale Antonio Vigni e "sanziona gli organi di amministrazione e controllo dell'epoca responsabili della decisione".

Solo il 15 ottobre la Vigilanza viene a sapere dai nuovi vertici di Mps che è stato rinvenuto un contratto con data 31 luglio 2009 tra Mps e Nomura, attinente alla ristrutturazione del titolo Alexandria. Un contratto quadro che comprova il collegamento tra la ristrutturazione del titolo Alexandria e le operazioni di repo eseguite con Nomura e fornisce elementi circa le reali finalità delle operazioni.

- hanno contribuito Paolo Biondi e Francesca Piscioneri da Roma

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