Egitto, manifestanti sfidano coprifuoco, attaccate stazioni polizia

martedì 29 gennaio 2013 10:25
 

IL CAIRO/ISMAILA (Reuters) - I manifestanti egiziani hanno sfidato il coprifuoco notturno in tre città lungo il canale di Suez, attaccando le stazioni della polizia, dopo che il presidente Mohamed Mursi ha imposto lo stato di emergenza nel tentativo di mettere fine agli scontri, che nei giorni scorsi hanno ucciso almeno 52 persone.

Almeno due uomini sono morti negli scontri nella notte a Port Said, nell'ultima ondata di violenze iniziate la scorsa settimana, alla vigilia dell'anniversario della rivolta del 2011 che ha estromesso Hosni Mubarak.

Gli oppositori politici di Mursi hanno respinto la richiesta del presidente di ieri di trattare per mettere fine alle violenze. Al contrario, migliaia di persone sono scese in strada al Cairo ed Alessandria, e nelle tre città del canale di Suez - Port Said, Ismailia e Suez - dove Mursi ha imposto lo stato di emergenza e il coprifuoco.

I manifestanti accusano Mursi di aver tradito la rivoluzione, mentre i suoi sostenitori accusano chi protesta di voler rovesciare con mezzi non democratici il primo presidente eletto liberamente.

Oggi, il capo delle forze armate ha detto che il conflitto politico nel Paese potrebbe portare al collasso dello stato e che la protezione del canale di Suez è una delle priorità del dispiegamento dell'esercito nelle città vicine scosse dalle violenze.

"Il proseguire del conflitto delle differenti forze politiche... sulla gestione delle questioni statali potrebbe portare al collasso dello stato", ha detto il generale Abdel Fattah al-Sisi, che è anche ministro della Difesa, secondo quanto riportato sulla pagina ufficiale Facebook del portavoce dell'esercito.

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Soldati egiziani vicino a un veicolo dato alle fiamme davanti a una stazione di polizia a Suez. REUTERS/Stringer