January 28, 2013 / 5:59 PM / 5 years ago

Mps, Viola: nessuna prova di tangenti per Antonveneta

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L'amministratore delegato di Monte dei Paschi, Fabrizio Viola, oggi in conferenza stampa a Milano.Alessandro Garofalo

di Silvia Aloisi e Lisa Jucca

MILANO (Reuters) - L'amministratore delegato di Monte dei Paschi, Fabrizio Viola, ha detto oggi di non aver trovato alcuna prova che per l'acquisto da 9 miliardi di euro cash di Antonveneta, nel 2007, l'istituto senese abbia pagato delle tangenti.

In un incontro con la stampa estera a Milano, Viola ha anche escluso che Mps, nonostante le perdite collegate a prodotti strutturati emerse negli ultimi giorni, abbia bisogno di nuovi aiuti statali oltre ai 3,9 miliardi di Monti bond approvati dall'assemblea venerdì scorso.

Monte dei Paschi concluderà l'esame sui tre contratti derivati entro metà febbraio, ha detto ancora Viola.

Fin da ora, tuttavia, il manager che è stato nominato lo scorso anno alla guida di Mps, si sente di dire che "sono stati fatti degli errori".

"Se sia stato per negligenza o per dolo si vedrà", ha aggiunto.

Monte dei Paschi, terza banca italiana e la più antica al mondo, è in una situazione di grande difficoltà seguita all'acquisto di Antonveneta pochi mesi prima della crisi dei mutui sub-prime.

Una fonte giudiziaria ha detto che i magistrati stanno valutando l'ipotesi che all'epoca siano state pagate delle mazzette.

L'operazione ha indebolito la banca costringendola a cercare di gonfiare gli utili attraverso complesse operazioni in derivati, anch'esse oggi oggetto di indagine dei magistrati.

La settimana scorsa i nuovi vertici di Mps hanno lasciato intendere che potrebbero esserci perdite fino a 720 milioni di euro collegate a operazioni in derivati e strutturate realizzate tra il 2006 e il 2009.

"Abbiamo trovato alcuni contratti finanziari...che fin dall'inizio sono stati contabilizzati in modo sbagliato. Probabilmente sono stati fatti per spalmare sugli anni l'impatto di perdite riportate all'epoca, possibilmente anche attraverso altre operazioni finanziarie", ha detto Viola.

La notizia ha portato alle dimissioni del presidente dell'Abi ed ex presidente del Monte dei Paschi Giuseppe Mussari e scatenato forti polemiche in vista delle elezioni del 24 e 25 febbraio.

Il Partito democratico, da sempre partito egemone a Siena ed in testa ai sondaggi per le politiche, è stato accusato di indebite ingerenze nella gestione di Mps e la Banca d'Italia, all'epoca guidata dall'attuale presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, di non aver vigilato in modo adeguato.

L'attuale governo di Mario Monti è stato criticato per aver concesso alla banca aiuti di Stato con i soldi raccolti attraverso la contestatissima tassa sulla prima casa e l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per aver negato all'organo di vigilanza maggiori poteri sui banchieri.

Viola ha detto che un documento fondamentale dal quale si sarebbe potuto risalire ad un collegamento tra due delle transazioni in questione è stato nascosto in una cassaforte nella sede principale della banca fino a quando non è stato ritrovato dai nuovi dirigenti lo scorso ottobre.

Mps, che ha un rating "junk" o spazzatura, ha dovuto chiedere aiuto allo Stato per far fronte alla ricapitalizzazione richiesta dall'Autorità bancaria europea (Eba).

Viola ha detto che Mps non ha bisogno di ulteriori aiuti di Stato oltre quelli approvati dalla Banca d'Italia durante il weekend ma ha anche riconosciuto che il portafoglio finanziario della banca deve essere riequilibrato.

"Non ritengo che la dimensione e la struttura del portafoglio finanziario di Mps fosse appropriata per una banca commerciale", ha detto Viola.

Sotto Stress

Gli aiuti di Stato concessi a Mps hanno sollevato la domanda se la banca fondata nel 1472 non finirà presto sotto il pieno controllo pubblico.

Il presidente di Mps Alessandro Profumo, come Viola nominato lo scorso anno per rimettere in sesto l'istituto toscano, ha detto ieri che sta cercando un investitore di lungo periodo, progetto che oggi ha ricevuto in via libera di Monti.

"E' una cosa sensata dire che ci vuole maggiore capitale e ieri il presidente Profumo ha detto che cerca un partner finanziario di lungo periodo", ha detto il premier a La7.

In una intervista alla televisione, Monti ha anche confermato la sua "piena fiducia" in chi "ha governato e governa" la Banca d'Italia.

Palazzo Koch ha spiegato che la vera natura di alcune operazioni di Mps è emersa solo di recente.

Il Corriere della Sera e altri media hanno pubblicato stralci di quella che viene definita una relazione redatta dagli ispettori di via Nazionale nel 2010 da cui emergerebbe che Banca d'Italia era a conoscenza di queste operazioni e che non erano adeguatamente monitorate [ID:nL6N0AU5ME]

La portavoce della Banca d'Italia ha preferito non fare commenti sulla veridicità di questi documenti.

Una fonte vicina alla situazione ha spiegato che gli stralci pubblicati "potrebbero essere veritieri ma non esauriscono le comunicazioni e le iniziative di vigilanza intercorse tra il regolatore e la banca da allora in poi".

Il governatore Ignazio Visco ha detto che Bankitalia era a conoscenza delle due operazioni sotto indagine ma non del collegamento tra le due che ha determinato l'emersione di alcune centinaia di milioni di perdite.

Una fonte che ha partecipato alla vita della banca e ha avuto diretta cognizione, tra il 2007 e il 2009, della complessa acquisizione di Antonveneta ha detto a Reuters che il modello di attribuzione e valutazione del rischio che adottava Mps era stato visto dalla Banca d'Italia che lo aveva anche fatto modificare, ma evidentemente non era adeguato.

«Anche al Monte esistevano dei regolamenti che attribuivano responsabilità, in questo caso all'area finanza, dove c'era una delega: il cda aveva delegato il direttore generale che a sua volta delegava il capo della finanza entro certi limiti», ha detto la fonte.

«E i limiti erano rappresentati più che dai volumi, dal rischio. C'era la misurazione del rischio, non si doveva superare quell'indicatore di rischio», ha aggiunto.

In quel periodo «e ancora oggi» le banche, tutte, detengono rischiosi titoli tossici, ha detto ancora la fonte rilevando come quelle strutture fossero parte integrante di un modello che la banca poteva adottare perchè autorizzata da Bankitalia.

«Mi pare che il modello del Mps fosse stato visto anche dalla Banca d'Italia che ha chiesto delle modifiche».

Erano modelli che nascevano e che venivano modificati anche alla luce dei problemi che stavano emergendo in quegli anni.

«Quindi forse il modello non era adeguato o è stato aggiustato in ritardo, però un modello per attribuzione e gestione dei rischi al Monte c'era, forse non adeguato ma c'era».

Alla domanda se Mps debba essere commissariata, Monti ha detto che è bene che su questo si esprima il ministro dell'Economia Vittorio Grilli che domani riferirà alle commissioni Finanze riunite di Camera e Senato.

"Domani...Grilli potrà dare un contributo anche alla ricostruzione dell'attività di vigilanza svolta", ha detto la fonte che ha commentato gli stralci dell'ispezione del 2010.

Sempre domani, Grilli e Monti discuteranno del caso Mps insieme al presidente della Consob Giuseppe Vegas in occasione della riunione del Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria.

Monti, che si presenta alle elezioni insieme a Udc, Fli e Italia futura, è stato molto criticato per aver deciso di candidare Alfredo Monaci alla Camera, uno dei politici più coinvolti in Monte dei Paschi.

"Non vedo ragioni" per cui me ne dovrei pentire, ha detto a La7. "Naturalmente finchè non abbiano determinato comportamenti lesivi dei nostri criteri".

- ha contribuito Stefano Bernabei da Siena

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