Appello-bis Abu Omar, governo Monti conferma segreto Stato

lunedì 28 gennaio 2013 11:35
 

MILANO (Reuters) - Il governo del premier uscente Mario Monti ha confermato il segreto di Stato al nuovo processo d'Appello agli ex vertici del Sismi Nicolò Pollari e Marco Mancini per la vicenda del rapimento dell'imam Abu Omar, sulla scia di quanto fatto dai precedenti esecutivi.

La decisione del governo - che segue quella degli esecutivi di Silvio Berlusconi e Romano Prodi - emerge da una lettera della presidenza del Consiglio prodotta oggi in aula dal difensore di Mancini, Luca Lauri, alla prima udienza del nuovo processo.

Nella lettera - ricevuta da Mancini venerdì scorso - viene "rilevata la vigenza del segreto di Stato, in particolare riguardo i rapporti tra servizi di intelligence nazionali e stranieri" e si dice che "l'autorità giudiziaria non può né acquisire né utilizzare atti coperti dal segreto".

Lo scorso 19 settembre, la Corte di Cassazione ha stabilito che Pollari e Mancini - che nella sentenza d'Appello milanese erano stati dichiarati non processabili in nome del segreto di Stato - avrebbero dovuto essere riprocessati dalla Corte di appello di Milano per il rapimento dell'imam.

Con la decisione di settembre, l'Alta corte ha accolto il ricorso della Procura di Milano - che aveva chiesto 12 anni per Pollari e 10 per Mancini - e quello dei legali di Abu Omar e di sua moglie.

Sempre a settembre la Cassazione ha confermato le condanne per i 23 uomini della Cia coinvolti nel rapimento. Tutti gli agenti sono stati condannati a 7 anni, con l'esclusione del capo area di Milano Robert Seldon Lady cui sono stati comminati 9 anni.

La vicenda riguarda il rapimento di Abu Omar nell'ambito di una cosiddetta operazione di "rendition", il suo trasferimento in Egitto, dove il religioso ha raccontato di essere stato torturato nel corso degli interrogatori e di essere stato detenuto per anni senza che gli venissero formalizzate accuse.

All'epoca del rapimento, l'imam era imputato a Milano per terrorismo internazionale. - Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia