Egitto, ancora scontri, Mursi dichiara stato emergenza

lunedì 28 gennaio 2013 18:57
 

IL CAIRO (Reuters) - Un uomo è stato ucciso oggi nel quinto giorno di violenze in Egitto, che hanno provocato la morte di 50 persone e spinto il presidente Mohamed Mursi a dichiarare lo stato di emergenza per un mese in tre città lungo il canale di Suez, nel tentativo di mettere fine ad una nuova ondata di rivolte.

Le legge annunciata da Mursi riguarda Port Said, Ismailia e Suez. L'esercito è stato dispiegato anche in altre due città e il governo ha inoltre approvato una misura che consente ai soldati di arrestare i civili.

Una fonte governativa ha detto a Reuters che qualsiasi processo si terrà davanti a tribunali civili, ma la mossa probabilmente accrescerà la rabbia dei manifestanti che accusano Mursi di usare le stesse tattiche dell'ex-presidente Hosni Mubarak.

I manifestanti accusano Mursi di aver tradito la rivoluzione, ascoltando solo i suoi alleati islamici e infrangendo la promessa di essere il presidente di tutti gli egiziani. Gli islamici sostengono che i loro rivali vogliono estromettere con mezzi non democratici il primo presidente eletto liberamente.

Le proteste anti-Mursi sono iniziate al Cairo e altrove la settimana scorsa, nel secondo anniversario di uno dei giorni più sanguinosi della rivoluzione cominciata il 25 gennaio 2011.

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Proteste vicino piazza Tahrir al Cairo. REUTERS/Amr Abdallah Dalsh