January 25, 2013 / 9:04 AM / 4 years ago

Mps, Visco: Bankitalia non sapeva di operazioni correlate

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Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco.Bernardo Montoya

di Giselda Vagnoni

ROMA (Reuters) - Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, respinge le accuse di scarsa vigilanza sullo scandalo dei contratti strutturati del Monte dei Paschi di Siena che hanno causato almeno 720 milioni di perdite, spiegando che al regolatore è stata occultata la correlazione tra le operazioni.

"E' emerso che certe operazioni che erano rischiose, quelle che avevano ridotto la liquidità della banca, erano collegate ad altre operazioni che avevano perdite di cui noi non eravamo stati informati", ha detto Visco a Davos in una intervista a Bloomberg Tv.

"La Banca d'Italia è un organo di vigilanza, non è la polizia delle banche. La Banca d'Italia cura la sana e prudente gestione e, laddove la gestione sembra imprudente, interviene".

Il governatore ha assicurato in ulteriori dichiarazioni a Cnbc e a Reuters che la solidità di Mps è fuori discussione, che collaborerà attivamente con la magistratura e che non intende prendere iniziative nell'immediato.

Mercoledì via Nazionale ha fatto sapere che "la vera natura di alcune operazioni del Monte dei Paschi di Siena è emersa solo di recente, a seguito del rinvenimento di alcuni documenti tenuti celati all'autorità di vigilanza e portati alla luce dalla nuova dirigenza di Mps".

Ma 'Il Corriere della Sera' ha pubblicato oggi stralci dell'ispezione effettuata nel 2010 dalla Banca d'Italia da cui, secondo il quotidiano, emergerebbe che via Nazionale sapeva di queste operazioni e che non erano adeguatamente monitorate.

Dall'ispezione era emerso che alcuni investimenti a lungo termine presentavano "profili di rischio non adeguatamente controllati nè riferiti dall'esecutivo all'organo amministrativo", scrive il Corriere.

"In particolare si sono determinati consistenti assorbimenti di liquidità (oltre 1,8 miliardi) riferiti a due operazioni del complessivo importo di 5 miliardi di euro, stipulate con Nomura e Deutsche Bank Londra", ossia le operazioni Alexandria e Santorini che sono state un bagno di sangue.

La portavoce della Banca d'Italia ha preferito non fare commenti sulla veridicità dei documenti pubblicati dal Corriere.

Una persona vicina a via Nazionale, ha detto a Reuters che "il regolatore non ha il potere di vietare certe operazioni che rientrano nell'autonomia imprenditoriale degli istituti di credito, ma vigila sul fatto che l'organizzazione interna sia in grado di gestire i rischi collegati a tali contratti".

La scarsa soddisfazione della Banca d'Italia sulla governance dell'istituto senese si sarebbe tradotta nel cambio dei vertici di Mps: un anno fa il direttore generale Antonio Vigni fu sostituito con Fabrizio Viola e poi, in marzo, Alessandro Profumo ha preso il posto di Giuseppe Mussari, nel frattempo diventato anche presidente dell'Abi.

Mussari si è dimesso dall'Abi questa settimana, quando il 'Fatto quotidiano' ha rivelato l'esistenza di queste operazioni strutturate in forte perdita.

Cosa simile è successa dopo l'ispezione su Banca Popolare di Milano condotta tra settembre 2010 e marzo 2011.

Oltre a spingere per il cambio della governance, l'organo di Vigilanza aveva rilevato profili di criticità anche sui sistemi di controlli interni, valutazioni dei crediti e aveva chiesto di procedere ad un aumento di capitale.

L'assemblea che ha cambiato lo statuto e eletto i nuovi organi societari si è svolta ad ottobre 2011. A fine gennaio 2012 si è concluso il ricambio dei vertici dopo il pressing di Bankitalia con l'arrivo del nuovo AD, Piero Montani.

Sul mercato si raccolgono, tuttavia, commenti negativi sull'operato di palazzo Koch.

"Per la Banca d'Italia si tratta di una vera brutta figura. Sapeva di queste operazioni ma non le ha messe insieme. E' ridicolo. E' un brutto colpo alla sua reputazione", ha detto un banchiere di Milano.

Un grosso investitore con una lunga esperienza del mercato italiano ha sottolineato come "questi contratti passino attraverso i tesorieri della banca. La Banca d'Italia deve essere in grado di vederli e di chiedere maggiori dettagli".

Severo il giudizio dell'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti: "Queste dichiarazioni della Banca d'Italia mi sembrano excusatio non petita. Secondo me si sapeva tutto dall'acquisizione di Antonveneta nel 2007".

Draghi Non Sapeva

Ma per Visco "è sbagliato insinuare che da parte della Banca d'Italia ci sia stata scarsa vigilanza".

"La liquidità di Mps... è stata oggetto della nostra attenzione negli ultimi 12, 15 mesi ed è anche ciò che ha portato al cambio dei vertici che è stato chiaramente il risultato della pressione e dell'attenta valutazione del regolatore", ha dichiarato alla Cnbc.

All'epoca dei fatti era governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, passato poi nel novembre 2011 alla presidenza della Banca centrale europea e sostituito da Visco, allora vice-direttore generale di palazzo Koch.

Alla domanda di Cnbc se Draghi fosse a conoscenza delle operazioni in forte perdita di Mps, il governatore ha risposto: "No. Una cosa sono le due operazioni sotto indagine e un'altra il collegamento tra le due che è emerso solo negli ultimi mesi dello scorso anno".

E ha aggiunto: "Dai documenti all'esame dei magistrati sembrerebbe che il top management della banca abbia probabilmente fatto queste due operazioni congiuntamente, causando una perdita. Ma poichè le due operazione erano disgiunte la perdita non è emersa".

Un meccanismo, secondo un esperto del settore, che ha anche portato i revisori - all'epoca Kpmg - a non rilevare la non corretta contabilizzazione di queste operazioni.

La procura di Siena è titolare dell'inchiesta principale che traeva origine dalle modalità del finanziamento dell'acquisizione dell'Antonveneta da parte di Mps nel 2007 per la cifra monstre di 10 miliardi di euro poco prima che sul mercato si abbattesse la crisi dei sub-prime americani.

Qualche mese fa i pm di Milano hanno trasferito a Siena una inchiesta sull'operazione Alexandria che ipotizzava i reati di truffa e appropriazione indebita a carico di alcuni funzionari della banca senese che secondo l'accusa avrebbero lucrato sui derivati.

Nell'intervista a Cnbc il governatore dice di non sapere se qualcuno andrà in carcere, ma individua nell'ostacolo all'attività di vigilanza uno dei possibili reati commessi.

"E' un reato punito severamente e che viene sanzionato anche dall'autorità di vigilanza. Noi abbiamo già sanzionato il management della banca sulla liquidità".

A novembre il Monte dei Paschi ha chiesto un aiuto di Stato da 3,9 miliardi di euro per procedere al rafforzamento patrimoniale richiesto dall'Autorità bancaria europea.

La sottoscrizione dei bond Mps da parte del Tesoro italiano dipende dall'approvazione dell'operazione da parte dell'assemblea dei soci in corso a Siena e dal parere della Banca d'Italia.

Lo scandalo della banca senese arriva mentre sono in Italia gli ispettori del Fondo monetario internazionale per verificare lo stato di salute delle banche italiane nell'ambito del Financial Sector Assessment Program (Fsap).

Visco assicura che la stabilità di Mps "non è in discussione" e che "nel suo insieme la capitalizzazione delle banche italiane va bene".

La missione si svolge nel secondo anno di recessione per l'economia italiana e in un momento in cui il deterioramento della qualità del credito è diventato un elemento critico per gli investitori. In primavera gli esperti del Fondo effettueranno uno stress test sulle banche italiane per verificare la robustezza del sistema nel suo insieme rispetto a un peggioramento del Pil o dei tassi di interesse.

Visco osserva che l'alto livello delle sofferenze bancarie non dipende dalle turbolenze di alcuni mercati o settori dell'economia ma dal cattivo andamento dell'economia.

"Il punto è se gli accantonamenti delle banche sono sufficienti e noi stiamo facendo le nostre verifiche banca per banca. Ma ci sono due cose che devono essere chiare: la prima è che la nostra definizione di 'bad loans' è più ampia di altri, quindi significa che noi siamo molto più severi. La seconda è che in genere il livello degli accantonamenti è alto. Nel tempo può essere incrementato se necessario, potremmo chiedere che sia aumentato se necessario, dinamicamente, non c'è nulla di cui preoccuparsi adesso".

- hanno collaborato Lisa Jucca da Davos, Stephen Jewkes da Milano e Naomi O'Leary da Roma Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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