Fisco, in 2012 scoperti oltre 8000 evasori, sequestri per 1 miliardo

giovedì 24 gennaio 2013 15:23
 

MILANO (Reuters) - Sono oltre 8.000 gli evasori totali scoperti nel 2012 dalla Guardia di Finanza, che lo scorso anno ha denunciato 12.000 responsabili di reati e frodi fiscali e ha sequestrato beni per oltre un miliardo di euro.

In particolare, spiega una nota delle Fiamme gialle, sono stati denunciati 11.769 responsabili di frodi e reati fiscali, principalmente per aver utilizzato o emesso fatture false (5.836 violazioni), per non aver versato l'Iva (519 casi), per aver omesso di presentare la dichiarazione dei redditi (2.579 violazioni) o per aver distrutto o occultato la contabilità (2.220 casi).

Per quanto riguarda l'evasione fiscale internazionale, i ricavi non dichiarati ed i costi indeducibili scoperti dalle Fiamme Gialle ammontano a 17,1 miliardi di euro.

Nel mirino sono finiti soprattutto i trasferimenti fittizi di residenze, lo spostamento all'estero di capitali per non pagare le tasse in Italia con operazioni di ristrutturazione societaria o di transfer pricing.

La Gdf, precisa la nota, ha scoperto 8.617 evasori totali, accusati di aver occultato redditi al fisco per 22,7 miliardi di euro, mentre sono stati individuati 16.233 lavoratori totalmente 'in nero' e 13.837 irregolari, impiegati da 6.655 datori di lavoro.

Irregolare, infine, il 32% degli oltre 447 mila controlli sul rilascio di scontrini e ricevute fiscali.

La Gdf aggiunge che i verbali hanno permesso il recupero a tassazione per circa 6,2 miliardi di euro, mentre grazie ai controlli l'Agenzia delle Entrate ha accertato maggiori imponibili per ulteriori 15 miliardi di euro. Inoltre, sono stati sequestrati beni mobili, immobili, valuta e conti correnti per oltre 1 miliardo di euro.

"La legalità, alla fine, vince", spiega nella nota il Comandante Generale della Gdf, il Generale di Corpo d'Armata Saverio Capolupo.

"Proseguiremo con decisione la nostra azione per recuperare le risorse sottratte al bilancio dello Stato", aggiunge, precisando di non puntare solo alla repressione ma "anche alla prevenzione basata sulla sensibilizzazione alla legalità economico-finanziaria quale condizione essenziale per la crescita e lo sviluppo del paese".

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Un mercato nel centro di Firenze, 20 novembre 2011. REUTERS/Giampiero Sposito