Crisi, in 2012 chiuse 1.000 imprese al giorno

giovedì 24 gennaio 2013 13:06
 

ROMA (Reuters) - Nel 2012 ogni giorno sono state chiuse in Italia 1.000 imprese, portando il saldo tra le aziende aperte e quelle chiuse a circa 19.000, dato vicino a quello del 2009, l'anno peggiore dall'inizio della crisi.

Sono questi i dati sulla natalità e mortalità delle imprese contenuti nel Registro delle imprese e diffusi oggi da Unioncamere.

"Sono 383.883 le imprese nate nel 2012 (il valore più basso degli ultimi otto anni e 7.427 in meno rispetto al 2011), a fronte delle quali 364.972 - mille ogni giorno - sono quelle che hanno chiuso i battenti (+24mila unità rispetto all'anno precedente)", si legge nel rapporto.

"Come conseguenza, il saldo tra entrate e uscite si è attestato sul valore di 18.911 imprese, il secondo peggior risultato del periodo considerato e vicino - dopo due anni consecutivi di recupero - a quello del 2009, l'anno peggiore dall'inizio della crisi".

Considerando anche le cancellazioni delle imprese ormai non operative da più di tre anni, al 31 dicembre dello scorso anno lo stock complessivo delle imprese esistenti ammontava a 6.093.158 unità.

Secondo il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, "in questi anni le imprese italiane hanno fatto letteralmente dei miracoli per restare sul mercato. Ma molte di più non ce l'hanno fatta e, con loro, si sono persi migliaia di posti di lavoro". Tocca adesso al nuovo governo mettere al primo posto della sua agenda "l'impresa, da cui dipende il lavoro, riducendo su entrambi i fronti la pressione fiscale in linea con le più competitive economie europee".

Tra i settori, si restringono quello manifatturiero (-6.515 imprese) - trascinato dalla forte contrazione dell'artigianato (-20.319 imprese) - le costruzioni (-7.427) e soprattutto l'agricoltura (-16.791).

Il conto più salato del 2012 lo paga il Nord che - Lombardia esclusa - perde complessivamente circa 6.600 imprese, i tre quarti delle quali (poco meno di 5mila unità) nel solo Nord-Est. Giovani under 35, immigrati e donne, turismo, commercio e servizi sono le attività che, nel 2012, hanno consentito a mantenere in lieve attivo il bilancio anagrafico delle imprese italiane (+0,3% contro il +0,5% del 2011). Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
Produttori di parmigiano in impianto Litovel, 27 giugno 2012. REUTERS/Petr Josek