Mps, per Monti caso politico, piena fiducia in Bankitalia

giovedì 24 gennaio 2013 19:55
 

di Giselda Vagnoni

ROMA (Reuters) - Lo scandalo dei tre contratti strutturati di Mps, che la Banca d'Italia dice che sono stati sottratti all'azione di vigilanza, coinvolge il governo di Mario Monti a un mese dalle elezioni politiche e sfiora l'ex numero uno della Banca d'Italia e attuale capo della Bce Mario Draghi.

Il Pdl di Silvio Berlusconi ha accusato il governo del tecnico Monti che lo ha rimpiazzato di aver utilizzato i soldi raccolti con la contestatissima tassa sulla prima casa per sottoscrivere bond di Mps, un aiuto di Stato che la banca ha ottenuto perché non è riuscita a coprire il deficit patrimoniale individuato dall'autorità bancaria europea (Eba).

L'ex ministro dell'Economia di Berlusconi, Giulio Tremonti, ha criticato indirettamente l'azione di vigilanza della Banca d'Italia guidata all'epoca da Draghi sostenendo in una lettera [a Dagospia.it] che "la vigilanza bancaria non c'è tanto se interviene 'ex post', ma soprattutto se interviene ex ante" e che la Banca d'Italia "è stata surrogata dalla magistratura".

Ad aumentare la pressione su via Nazionale una frase del ministro dell'Economia Vittorio Grilli, che è stato il candidato di Tremonti per il ruolo di governatore della Banca d'Italia poi ottenuto da Ignazio Visco.

A margine di una cerimonia a Torino, Grilli ha detto che il governo sapeva da un anno che Mps era in una situazione problematica e che "i controlli spettano alla Banca d'Italia".

Le parole di Grilli sono sembrate una critica all'operato di Draghi prima e di Visco oggi e la polemica è stata smorzata in serata da reciproche smentite di tensioni tra palazzo Koch e il ministero di via XX Settembre.

Nel pomeriggio il ministro ha emesso un comunicato in cui ha ricordato che la sottoscrizione dei Monti-bond, che in parte sostituiscono i cosiddetti Tremonti-bond, non è ancora avvenuta perché si attende l'approvazione dell'aumento di capitale al servizio dell'operazione da parte dell'assemblea della banca convocata per domani e il parere della Banca d'Italia sull'adeguatezza patrimoniale attuale e sulle prospettive della banca.

E' toccato a Monti e soprattutto al capo dello Stato Giorgio Napolitano difendere Draghi e Visco.   Continua...

 
L'ingresso della sede storica del Monte Paschi a Siena. REUTERS/Stefano Rellandini