23 gennaio 2013 / 10:19 / 5 anni fa

Mps con Monti Bond già richiesti può assorbire effetti operazioni strutturate

MILANO (Reuters) - Le analisi che Mps ha in corso riguardano tre sole operazioni strutturate e la banca ritiene che i 500 milioni aggiuntivi di Monti Bond già richiesti siano sufficienti a poterne assorbire dal punto di vista patrimoniale le conseguenze.

Il presidente dimissionario dell'Abi ed ex numero uno di Mps Giuseppe Mussari. REUTERS/Tony Gentile

Lo scrive una nota Mps dopo il susseguirsi di indiscrezioni nei giorni scorsi, solo parzialmente chiarite da alcuni comunicati ieri, su operazioni strutturate. Al momento, secondo una fonte, queste operazioni stanno causando una perdita di 220 milioni di euro all‘istituto.

Le analisi riguardano le operazioni Alexandria, Nota Italia e Santorini, che al momento hanno tutte redditività negativa. Mps sta valutando la possibilità di rinegoziare la relativa struttura di funding a patto che l‘operazione sia di interesse della banca e dei suoi azionisti. Un cda sul tema potrebbe tenersi nei primi giorni di febbraio, ha detto l‘Ad Fabrizio Viola in una intervista a SkyTg24.

La nota precisa che nessuna delle operazioni è stata sottoposta all‘approvazione del consiglio “in quanto ciascuna rientrava nei poteri delle strutture preposte alla gestione operativa”.

Non sottoposte al cda ma nemmeno correttamente contabilizzate, secondo Viola. Rispondendo alla domanda se la Banca d‘Italia abbia avuto tutte le possibilità di accedere alle operazioni finanziarie, Viola a SkyTg24 ha detto: “La possibilità delle autorità di vigilanza di conoscere queste operazioni in modo compiuto dipende dalla corretta contabilizzazione delle medesime e soprattutto della corretta gestione della contabilizzazione. In questa situazione sono mancate entrambe”.

BANKITALIA INDAGA GRAZIE A COLLABORAZIONE NUOVA DIRIGENZA

In una sua nota la Banca d‘Italia dice che “la vera natura di alcune operazioni riportate dalla stampa è emersa solo di recente a seguito del rinvenimento di documenti tenuti celati all‘autorità di Vigilanza e portati alla luce dalla nuova dirigenza di Mps”.

“Le operazioni sono ora all‘attenzione sia della Vigilanza sia dell‘autorità giudiziaria, in piena collaborazione. Gli approfondimenti e le indagini sono coperti da segreto d‘ufficio e da segreto istruttorio. Nei mesi scorsi i vertici di Mps sono stati rinnovati. I nuovi amministratori stanno cooperando con l‘autorità giudiziaria e con la Banca d‘Italia per accertare le passate circostanze”, conclude la nota.

Viola ha anche detto che, malgrado le forti perdite in borsa degli ultimi due giorni conseguenti alle indiscrezioni sulle perdite per le operazioni in derivati, non ritiene comunque che la banca senese corra il rischio di scalate e ha ribadito che la nazionalizzazione della banca non è in agenda.

Oggi Mps ha perso oltre 8% fra scambi frenetici dopo il calo di quasi 6% ieri.

INVESTIMENTI IN BTP PER ALEXANDRIA E SANTORINI

La nota si sofferma sulla struttura delle operazioni sotto i riflettori. Per Alexandria e Santorini, operazioni per le quali appare presumibile un collegamento con perdite derivanti da investimenti pregressi, “rappresentano investimenti effettuati da parte della Banca in Btp a lunga durata, finanziati attraverso pronti contro termine e le cui cedole sono state oggetto di asset swap al fine di gestire il rischio tasso”.

L‘analisi punta a ricostruire il costo della struttura dei finanziamenti dei Btp acquistati e il “loro potenziale pricing in collegamento con le perdite derivanti da investimenti pregressi”. L‘investimento in origine fatto in Santorini è stato liquidato nel 2009, quello in Alexandria nel 2012.

L‘unica operazione oggetto dell‘analisi che incorporava uno strumento derivato, avente come sottostante il rischio sovrano della Repubblica Italiana, è Nota Italia, dettaglia la nota della banca.

Nota Italia è un investimento effettuato dalla Banca nel 2006 in un prodotto di credito strutturato al quale era associata la vendita da parte della Banca di protezione sul rischio sovrano della Repubblica Italiana. La Banca ha recentemente ristrutturato questo investimento mediante l‘eliminazione della sua componente derivativa legata al rischio sovrano Italia e, a seguito della chiusura del derivato, la rimanente parte dell‘investimento iniziale rimane correttamente classificata tra i Loans and Receivables.

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