Pdl, Cosentino: io capo impresentabili ma Alfano "perdente di successo"

martedì 22 gennaio 2013 15:17
 

(Reuters) - Nicola Cosentino ha detto oggi di essere stato costretto a non candidarsi alle elezioni politiche per il Pdl, perché dentro il partito hanno vinto "i giustizialisti" capitanati dal segretario Angelino Alfano, bollato come "un perdente di successo".

Il giorno dopo, in una conferenza stampa a Napoli, l'ex coordinatore del Pdl in Campania e rinviato a giudizio per la sua presunta vicinanza alla camorra, si è definito vittima di una campagna mediatica che lo ha indicato come "il capo degli impresentabili", facendo breccia dentro il Pdl.

E ha accusato "qualcuno del suo partito" di avere diffuso ieri pomeriggio "la bufala" che lui era scappato con l'incartamento delle liste per scongiurare il ripensamento dei vertici circa la sua candidatura.

"Io non ho fatto un passo indietro, non ho rinunciato alla candidatura, ho lottato fino alla fine per averla", ha detto Cosentino, iniziando l'attesa conferenza stampa con un tributo a Silvio Berlusconi, che ha definito "una persona straordinaria a cui mi lega profonda amicizia".

Poi l'affondo. "Qualcuno ha regalato un focus al partito secondo cui avrebbe perso qualche voto a livello nazionale con la mia candidatura. Quindi mi hanno chiesto un passo indietro, ma io ci ho un po' la testa dura... non potevamo a darla vinta a quei due o tre giustizialisti dentro il partito".

Secondo Cosentino, "la ricerca affannosa del consenso" ha portato a questo risultato. Alla domanda se provasse risentimento contro Alfano, che si è battuto per la sua esclusione, ha risposto caustico: "Assolutamente no, non ho niente contro la categoria dei perdenti di successo".

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Nicola Cosentino, deputato uscente del Pdl, oggi durante la conferenza stampa a Napoli. REUTERS/Ciro De Luca