21 gennaio 2013 / 12:17 / 5 anni fa

Algeria, premier: in assedio morti 37 ostaggi stranieri e 29 ribelli

ALGERI (Reuters) - Sono 37 gli ostaggi stranieri morti nel raid delle forze di sicurezza nel giacimento di gas nel deserto algerino - dove un commando la settimana scorsa ha sequestrato centinaia di persone - mentre altri sette risultano ancora dispersi.

Un elicottero militare algerino sorvola la città di Amenas, a sudest di Algeri, dove militanti islamici hanno tenuto in ostaggio decine di stranieri in un giacimento di gas. REUTERS/Louafi Larbi

Lo ha detto oggi il primo ministro algerino Abdelmalek Sellal, precisando che a coordinare l‘attacco è stato un canadese e aggiungendo che nell‘assedio sono morti anche 29 sequestratori, mentre tre sono stati catturati vivi.

“Un canadese era tra i militanti. Stava coordinando l‘attacco”, ha detto durante una conferenza stampa Sellal, sottolineando che i ribelli avevano minacciato di far saltare in aria l‘impianto di gas.

In mattinata, una fonte della sicurezza algerina aveva detto a Reuters che i documenti trovati sui due militanti li identificava come canadesi.

Nell‘assedio vicino a In Amenas sono stati coinvolti ostaggi americani, britannici, francesi, giapponesi, norvegesi, filippini e romeni.

Il veterano Mokhtar Belmokhtar ha rivendicato la responsabilità dell‘attacco per conto di al Qaeda.

Una fonte del governo giapponese ha spiegato che il governo algerino ha informato Tokyo che nove giapponesi sono stati uccisi, il bilancio più alto finora tra gli stranieri nell‘impianto. Anche sei filippini sono morti e quattro sono rimasti feriti, secondo quanto riferito da un portavoce del governo a Manila.

Il ministro norvegese dello sviluppo internazionale, Heikki Holmas, ha detto che il suo patrigno, Tore Bech, è tra i dispersi. Bech era un manager del sito per la società norvegese Statoil.

Sellal ha spiegato che i jihadisti avevano pianificato l‘attacco due mesi fa nel vicino Mali, dove le forze francesi hanno iniziato a combattere contro gli islamici nelle scorse settimane.

Inizialmente, il commando aveva tentato di dirottare un bus con a bordo lavoratori stranieri in un vicino aeroporto e prenderli in ostaggio.

“Hanno iniziato a sparare contro l‘autobus ma hanno ricevuto una forte risposta da parte dei soldati di guardia al mezzo”, ha detto Sellal. “Non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo, che era quello di rapire gli stranieri dal bus”.

Il raid ha evidenziato la vulnerabilità degli impianti di greggio e gas e ha spinto alle prime posizioni dell‘agenda per la sicurezza dell‘Occidente la crescente minaccia proveniente dai gruppi militanti islamici nel Sahara.

Un comunicato delle Brigate Mulathameen di Belmokhtar minaccia nuovi attacchi se non si fermerà l‘offensiva francese in Mali e spiega che il gruppo era disponibile a trattare.

“Avevamo aperto la porta ai negoziati con gli occidentali e gli algerini e avevamo garantito la sicurezza dall‘inizio dell‘operazione, ma uno dei funzionari dell‘intelligence algerina ci ha confermato in una telefonata che avrebbero distrutto il sito con tutti dentro”, dice il comunicato citato da Site, un servizio di monitoraggio online delle comunicazioni dei militanti.

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