Telefonata Bnl-Unipol, Tribunale rinvia sentenza dopo voto

giovedì 17 gennaio 2013 14:21
 

MILANO (Reuters) - I giudici del Tribunale di Milano, davanti ai quali si celebra il processo per l'intercettazione telefonica pubblicata dal quotidiano 'Il Giornale' sulla tentata scalata di Unipol a Bnl, hanno accolto la richiesta avanzata dalla difesa dell'ex premier Silvio Berlusconi, posticipando la sentenza di primo grado prevista per il 7 febbraio a dopo le elezioni politiche del 24-25 febbraio.

L'udienza si è così conclusa con la sospensione del processo e il rinvio al prossimo 7 marzo.

Leggendo l'ordinanza, il giudice Oscar Magi ha fatto riferimento a "motivi rilevanti", definendo "non puramente dilatori" i motivi della richiesta della difesa che ha sollecitato inoltre l'assoluzione dell'ex premier "senza se e senza ma".

Il pm Maurizio Romanelli si era opposto alla sospensione del processo argomentando che "le regole sono le regole" e che "ci devono essere ragioni forti per impedire la prosecuzione del processo", mentre i legali dell'ex segretario dei Ds Piero Fassino, parte civile nel processo, si erano associati alla richiesta della procura.

Silvio e Paolo Berlusconi sono imputati per la pubblicazione della telefonata, non depositata agli atti, tra Fassino e l'allora presidente di Unipol Giovanni Consorte, in cui il politico pronunciava la famosa frase "abbiamo una banca".

A dicembre il pm ha chiesto la condanna a un anno di reclusione per concorso in rivelazione di segreto ufficio per l'ex premier e a tre anni e 3 mesi per il fratello Paolo, per le accuse di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, chiedendone invece l'assoluzione dall'accusa di millantato credito.

L'ex premier e il fratello hanno sempre negato ogni addebito. -- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
L'ex premier Silvio Berlusconi. REUTERS/Remo Casilli