16 gennaio 2013 / 08:40 / tra 5 anni

Parma,arrestati Villani di Iren e ex-sindaco per corruzione e peculato

PARMA (Reuters) - Il vice presidente della multiutility Iren Luigi Giuseppe Villani è stato arrestato stamani insieme all‘ex-sindaco di Parma Pietro Vignali e ad altre due persone, nell‘ambito di un‘inchiesta della procura di Parma per corruzione e peculato.

La Guardia di Finanza durante un'operazione. REUTERS/Max Rossi

“E’ stato costruito un vero e proprio sistema di potere, commettendo una serie di illeciti attraverso intrecci di relazioni tra soggetti pubblici e privati”, ha spiegato durante una conferenza stampa il procuratore capo di Parma Gerardo Laguardia.

Nell‘inchiesta figurano 17 indagati - tra cui Marco Rosi, patron di Parmacotto, e Carlo Iacovini, ex-AD di Infomobility (che riscuote le multe per conto del Comune) - e sono stati sequestrati beni per 3,5 milioni di euro. Le Fiamme Gialle hanno effettuato anche diverse perquisizioni.

Oltre all‘ex-sindaco e a Villani, che è stato ex-coordinatore provinciale del Pdl, sono finiti agli arresti domiciliari anche Andrea Costa, ex-presidente del cda e consigliere delegato di Stt Holding (di cui il Comune di Parma è socio di maggioranza) e Alfa Spa e Angelo Buzzi, editore, consigliere e presidente del Cda della società Iren Emilia Spa.

In una nota, Iren - multiutility nata dalla fusione tra Iride e Enìa - ha detto di ritenersi parte lesa ed ha ribadito la “propria totale estraneità ai fatti contestati ai soggetti coinvolti”, dando mandato ai legali per l‘eventuale tutela dei propri interessi e della propria immagine.

Nessun commento al momento dagli altri soggetti coinvolti, che non è stato possibile raggiungere.

“Le investigazioni hanno fatto emergere la propensione a delinquere dei soggetti coinvolti, che hanno distratto somme di danaro pubblico a proprio beneficio ed a beneficio di imprenditori e professionisti compiacenti, che hanno lucrato, grazie a tale metodologia di gestione/utilizzo fraudolento, sulle risorse della pubblica amministrazione”, spiega un comunicato della Gdf.

“SWS FORZIERE DI VIGNALI”

Gli inquirenti hanno identificato nella società Sws - i cui vertici erano già finiti nel mirino dell‘inchiesta Green money della procura nel 2011 - un “forziere” alimentato da Enia (poi confluita in Iren) e dallo stesso Comune per avere liquidità immediatamente disponibile.

Secondo la procura, la campagna elettorale di Vignali sarebbe stata sovvenzionata “per un ammontare non inferiore a 600 mila euro nei vari anni” da Enia e dal comune di Parma attraverso il finanziamento di Sws, che provvedeva a pagare tutte le fatture relative all‘attività e alla promozione di Vignali, prima in vista della sua nomina a consigliere comunale e poi per la sua corsa a sindaco sostenuta dal centrodestra nel 2007.

Per gli inquirenti, che stimano danni all‘erario per milioni di euro, sarebbe stata garantita la nomina a consigliere di amministrazione di Iren e a presidente del cda di Iren Emilia di Buzzi - editore del quotidiano locale Polis - per ottenere una linea editoriale del giornale, considerato “una spina nel fianco”, favorevole all‘ex-sindaco.

Il procuratore ha aggiunto che il sistema puntava al “controllo di interi settori pubblici tramite nomine e incarichi a persone fidate, come la nomina di Costa a dirigente di Infomobility prima e poi della Stt, la nomina di Tiziano Mauro a presidente di Tep (trasporti pubblici), la nomina di Arcangelo Merello a consigliere delegato di Infomobility”.

Il procuratore ha riferito anche del tentativo di interferenze di Vignali e Villani nelle inchieste come Green money, con il tentativo di sollecitare ad esponenti del Pdl, tra cui l‘allora ministro della Giustizia Angelino Alfano, interrogazioni parlamentari sulla procura di Parma.

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