15 gennaio 2013 / 12:52 / tra 5 anni

Fiat, a Melfi 2 anni di cassa straordinaria, ferma 1 linea su 2

Operai allo stabilimento di Melfi. REUTERS/Ciro De Luca (

di Gianni Montani e Francesca Piscioneri

TORINO/ROMA (Reuters) - Fiat ha chiesto due anni di cassa integrazione straordinaria a Melfi per attrezzare l‘impianto alle nuove produzioni recentemente annunciate.

Questo significa che una delle due linee produttive, dove si fabbrica la Grande Punto, sarà fermata per il tempo del riattrezzamento mentre la seconda continuerà a lavorare. Completato questo processo la ristrutturazione interesserà l‘altra linea, ha spiegato una fonte del gruppo.

La nuova cassa integrazione straordinaria partirà il prossimo 11 febbraio e si concluderà a fine 2014.

Il 20 dicembre scorso Fiat ha annunciato la ristrutturazione dello stabilimento lucano, con un investimento di 1 miliardo, dove dal 2014 saranno prodotte due nuove vetture a marchio Jeep e Fiat.

Il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, è critico con la scelta del Lingotto e chiede al governo di convocare l‘azienda sul piano nello stabilimento lucano prima di concedere la cassa straordinaria.

“La richiesta di cassa integrazione straordinaria è chiara. Chiare e pesanti saranno anche le conseguenze sui redditi dei lavoratori, in particolare per quelli dell‘indotto già da un anno fermi”, scrive Fassina. Che aggiunge: “Meno chiare sono le prospettive degli investimenti e le ricadute occupazionali a essi associati, dato il ridimensionamento della portata produttiva degli impianti di Melfi. Prima della firma del decreto per la Cigs, il governo convochi l‘azienda per conoscere i dati essenziali sul piano industriale da attuare a Melfi entro il 2014”.

Più cauto il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che si impegna a vigilare affinché il Lingotti rispetti gli impegni: “A Melfi la Fiat produrrà tra due anni due nuovi modelli. E’ chiaro che questo fatto, di per sé positivo, potrà comportare una fase di cassa integrazione ma a rotazione, necessaria per ristrutturare lo stabilimento. Vedremo se sarà possibile evitarla, ma si è sempre proceduto così in caso di nuovi investimenti. Vigileremo nei prossimi mesi perché la Fiat mantenga gli impegni”.

Bonanni ha aggiunto che a Melfi si continuerà a produrre la Punto “quindi lo stabilimento non si fermerà anche durante la fase di ristrutturazione”, inviando la Fiom e i partiti a non fare campagna elettorale su questo.

Nel comunicato del 20 dicembre Fiat annunciava che “la prima della due vetture prodotte sarà un utility vehicle del marchio Jeep. Apparterrà ad un segmento di mercato nel quale il marchio oggi non è presente e, come tutti gli altri modelli della Jeep, verrà venduto nei mercati di tutti i continenti. Melfi sarà l‘unico stabilimento al mondo che lo produrrà”.

A Melfi verrà prodotta anche la nuova Fiat 500X, un‘ulteriore evoluzione della famiglia 500, “più grande, più spaziosa e più capace della 500L che è commercializzata da circa tre mesi”, aggiungeva il comunicato.

Con l‘arrivo del Suv Jeep nel 2014 lo stabilimento, che conta circa 5.000 addetti, dovrebbe cessare la produzione di Fiat Grande Punto, di cui non si conoscono ancora le prospettive.

Per il segretario nazionale Ugl Metalmeccanici, Antonio D‘Anolfo, “l‘avvio della procedura di cassa integrazione nello stabilimento di Melfi, anche se non può essere visto positivamente, è un passaggio necessario per dare inizio a quei lavori di ristrutturazione che consentiranno al sito un futuro produttivo”, dice il sindacalista in una nota.

“L‘adeguamento degli impianti, infatti, segna l‘inizio della prima fase di investimenti, annunciati lo scorso 20 dicembre che porteranno prospettive positive allo stabilimento Sata di Melfi con la produzione di due nuovi modelli”, conclude D‘Anolfo.

Una dichiarazione di un portavoce dell‘azienda chiarisce che “obiettivo dell‘azienda è far tornare a lavorare regolarmente, nel minor tempo possibile, tutti i lavoratori. Questo potrà avvenire con inizio della produzione dei due modelli. Il primo previsto nel terzo trimestre del 2014 e il secondo nel quarto trimestre dell‘anno”.

“Per poter realizzare fisicamente gli investimenti per circa un miliardo di euro previsti per lo stabilimento SATA di Melfi saranno necessari importanti interventi sui fabbricati e sugli impianti. Per rispondere a queste esigenze e per continuare a produrre la Punto, in base alla domanda del mercato, l‘azienda ha richiesto la Cassa Integrazione Straordinaria che avverrà a rotazione per garantire una presenza equilibrata tra tutti i dipendenti”.

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