Italia, Monti: politiche economiche coerenti con rilancio industria

lunedì 14 gennaio 2013 13:38
 

TORINO (Reuters) - Nella città della Fiat per l'inaugurazione della nuova stazione ferroviaria di Porta Susa, Mario Monti, ex consigliere del gruppo automobilistico e oggi vicino anche all'amministratore delegato Sergio Marchionne, si spende per politiche di rilancio dell'industria lungimiranti e mena fendenti sia a destra che a sinistra.

"Occorre rilanciare e non certo dismettere la struttura industriale del nostro paese...Sarebbe un grandissimo errore pensare che l'evoluzione verso la società dei servizi consenta di dismettere l'attenzione per la manifattura", ha detto durante la cerimonia Monti che ha deciso di partecipare alle prossime elezioni in una formazione di centro.

L'ex commissario Ue è sembrato riferirsi all'esperienza del precedente governo di centrodestra di Silvio Berlusconi nel passaggio in cui ha messo in guardia contro "politiche economiche che determino poi la necessità di subitanee restrizioni per risanare il bilancio pubblico, il che forza a volte ad aumenti di tasse nocive per l'industria".

Monti, che è molto apprezzato all'estero per la sua credibilità personale e l'opera di risanamento compiuta, ha avvertito anche che non basta conquistare la fiducia dei mercati ma occorre anche saperla mantenere "per evitare aumenti dei tassi di interesse che pesano moltissimo sull'industria e la rendono meno competitiva".

Nell'intervento torinese Monti non ha mancato di criticare anche le formazioni di sinistra come Sinistra, ecologia e libertà (Sel) che si oppongono alla costruzione della ferrovia ad alta velocità tra Torino e Lione.

"Occorre vincere quelle pulsioni istintive e devastanti che tante volte hanno bloccato la realizzazione di infrastrutture la cui invece esistenza ed ammodernamento è essenziale per la competitività dell'industria".

(Gianni Montani)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
Il premier uscente Mario Monti. REUTERS/Stefano Rellandini