Voto, Pd tratta con Ingroia per desistenza in regioni chiave

lunedì 14 gennaio 2013 16:27
 

ROMA (Reuters) - Temendo gli effetti dell'attuale legge elettorale il capogruppo alla Camera del Pd, Dario Franceschini, ha chiesto all'ex magistrato Antonio Ingroia di non presentare le liste di "Rivoluzione civile" in Campania, Sicilia e Lombardia, dove il risultato è più a rischio per il centrosinistra.

Ma Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e alleato di Ingroia, ha detto che se si trattasse solo di una proposta elettorale sarebbe una scelta "modesta", rimproverando al Pd di non aver voluto dialogare fino a ora con gli "arancioni".

Nei sondaggi, il Partito democratico è dato in vantaggio alla Camera, dove esiste il premio di maggioranza su base nazionale. Il risultato del Senato, invece, dove il premio maggioranza viene distribuito su base regionale, è più incerto.

Ieri il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, che ha deciso di sostenere alle prossime elezioni il presidente del Consiglio Mario Monti, ha avvertito il Pd che per andare a palazzo Chigi non basta vincere alla Camera.

Oggi Franceschini spiega in una intervista all'Unità che "ci sono Regioni determinanti" in cui si gioca la possibilità di avere la maggioranza in Senato.

"Il voto di protesta rischia di far vincere la non politica. Per questo continuo a sperare che Ingroia e Orlando rinuncino a presentare la loro lista almeno in Campania, Sicilia e Lombardia", aggiunge.

Franceschini precisa che se il voto si disperderà vincerà Silvio Berlusconi, perchè lui è il candidato da battere non l'alleanza di centro pro Monti.

"La battaglia sarà fra due contendenti: progressisti e conservatori, cioè Bersani e Berlusconi. Poi l'apertura a Monti-Casini può essere un'eventualità. La sfida non è a tre è a due".

L'errore più grave, aggiunge Franceschini, "non è sottovalutare Berlusconi e le sue capacità comunicative, ma pensare di avere la vittoria in tasca. Non dimentichiamoci che cosa è successo nel 2006 quando il centrosinistra sembrava fortissimo e poi ha vinto per una manciata di voti. Con il Porcellum si vince con un voto in più e gli italiani devono decidere se questo paese lo governa Bersani o Berlusconi".   Continua...

 
Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani e il capogruppo del partito alla Camera Dario Franceschini in una foto del novembre 2009. REUTERS/Max Rossi