Concordia, si studia piano per evitare inquinamento da acque interne

venerdì 11 gennaio 2013 15:03
 

FIRENZE (Reuters) - All'interno della Costa Concordia, la nave naufragata davanti all'Isola del Giglio il 13 gennaio 2012, si trovano acque potenzialmente inquinanti che rischiano di entrare in contatto con l'ambiente esterno durante le operazioni di rimessa in galleggiamento.

Lo ha spiegato oggi la presidente dell'Osservatorio sulla rimozione della Costa Concordia, Maria Sargentini, al termine di una riunione a Firenze dedicata a questo tema.

"Il tema più rilevante adesso è il monitoraggio delle acque interne della nave. Stiamo definendo le misure di prevenzione per le successive fasi di rotazione e rimessa in galleggiamento, nel caso in cui si verifichi un contatto fra le acque contenute all'interno della nave e l'esterno", ha detto Sargentini ai giornalisti.

"Si sta cercando di capire che tipo di inquinante c'è, dove è collocato, che tipo di reazioni potrebbe avere in relazione alle dinamiche di movimento della nave e che tipo di misure si possono assumere", ha aggiunto.

All'interno dello scafo di quella che fino a un anno fa era la nave ammiraglia di Costa Crociere - di proprietà di Carnival - sono attualmente presenti 230.000 metri cubi d'acqua, secondo quanto riferito da Siro Corezzi del ministero dell'Ambiente, membro dell'Osservatorio.

Giandomenico Ardizzone, del Dipartimento di biologia ambientale della Sapienza di Roma, ha spiegato che i comparti ai quali si sta dedicando più attenzione sono "il vano motori e quelli dove erano conservati gli alimenti, perché la decomposizione di sostanze organiche è la maggiore causa di modificazione delle acque interne".

"Quando la nave verrà ruotata le acque interne si muoveranno, perciò vanno rimosse prima", ha aggiunto Ardizzone.

Buone notizie arrivano comunque dall'Arpat. Facendo il punto su un anno di rilevamenti effettuati nelle acque del Giglio dopo il disastro, in una nota l'agenzia per la protezione ambientale della Regione Toscana rileva come l'impatto del naufragio "avrebbe potuto essere potenzialmente catastrofico per l'ambiente [...] ma è stato invece fino ad oggi molto limitato".

Proprio oggi, però, il Consiglio dei ministri ha prorogato di un anno, al 31 dicembre 2013, lo stato di emergenza relativo alla Costa Concordia, che sarebbe scaduto alla fine di questo mese.   Continua...

 
Vista della nave Costa Concordia affondata di fronte all'isola del Giglio. 6 novembre 2012. REUTERS/ Stefano Rellandini