Trattativa Stato-mafia, Procura Palermo chiede rinvio a giudizio per 11

giovedì 10 gennaio 2013 17:14
 

PALERMO (Reuters) - La Procura di Palermo ha chiuso oggi la requisitoria nel procedimento per la cosiddetta trattativa Stato-mafia, chiedendo il rinvio a giudizio per 11 dei 12 imputati.

Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Imputati sono i boss corleonesi Totò Riina e suo cognato Leoluca Bagarella, il pentito Giovanni Brusca e Antonino Cinà. Tre i politici compaiono l'ex ministro Calogero Mannino, il senatore Pdl Marcello Dell'Utri e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino (quest'ultimo accusato di falsa testimonianza).

Richiesto il rinvio a giudizio anche per i generali dell'Arma Mario Mori e Antonio Subranni e per l'ex colonnello Giuseppe De Donno.

La posizione del boss Bernardo Provenzano, il cui nome compariva nel gruppo originario di imputati e che è gravemente malato, è stata invece stralciata, e sarà definita dal gup a fine gennaio.

L'accusa - rappresentata in aula dal pm Nino Di Matteo - ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Massimo Ciancimino, figlio del sindaco mafioso di Palermo, Vito, che risponde, oltre che della trattativa, di concorso in associazione mafiosa e calunnia aggravata.

Nell'udienza odierna, svoltasi nell'aula bunker del carcere Ucciardone a Palermo, Mancino ha chiesto di essere giudicato col rito abbreviato ma il Gup Piergiorgio Morosini si è riservato di decidere.

I reati contestati sono: attentato, con violenza o minaccia, a corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato, tutto aggravato dall'agevolazione di Cosa nostra. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
Vigili del fuoco tra le macerie a via dei Georgofili dopo l'attentato mafioso del 1993. Firenze, 27 maggio 1993.