Berlusconi-Lario, tribunale: si eviti dileggio giudici su separazione

mercoledì 9 gennaio 2013 16:12
 

MILANO (Reuters) - Il presidente del tribunale di Milano Livia Pomodoro e quello della Corte d'Appello Giovanni Canzio hanno invitato a evitare qualsiasi dichiarazione di dileggio nei confronti dei giudici, dopo che ieri Silvio Berlusconi ha definito "comuniste e femministe" le giudici che hanno stabilito il pagamento di 3 milioni di euro al mese per l'ex moglie.

In una nota, firmata da Canzio e Pomodoro, si respinge "con fermezza ogni insinuazione sulla non terzietà delle giudici del tribunale componenti del collegio giudicante nella causa Bartolini/Berlusconi, essendo a tutti nota la diligenza e la capacità professionale delle stesse, quotidianamente impegnate nella fatica della giurisdizione nella delicata materia del diritto di famiglia".

Berlusconi - che ieri sera ha commentato per la prima volta la sentenza della causa di separazione da Veronica Lario nella trasmissione "Otto e mezzo" di Lilli Gruber - dovrà pagare, secondo quanto stabilito dal tribunale, 36 milioni di euro alla ex-moglie.

"Non sono 100mila euro al giorno ma 200mila, una cifra decisa da tre giudichesse femministe e comuniste. E' una cosa che non sta nella realtà: 36 milioni con un arretrato di 76 milioni. Questi sono i giudici che mi perseguitano dal '94", ha detto ieri.

NON MINARE FIDUCIA IN MAGISTRATURA

Nella nota odierna, i due magistrati "rammentano che la raccomandazione del comitato dei ministri della Giustizia nel Consiglio d'Europa prescrive ai rappresentanti del potere esecutivo e legislativo di evitare nel commento delle decisioni dei giudici ogni espressione di dileggio che possa minare la fiducia dei cittadini nella magistratura, e compromettere il rispetto sostanziale delle medesime decisioni".

Infine si sottolinea "che le norme del codice civile consentono agli interessati di impugnare i provvedimenti giudiziari".

"Sulla relativa impugnazione, la Corte d'Appello eserciterà il puntuale controllo critico della decisione di primo grado per i profili della legittimità e del merito", conclude il comunicato.

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Veronica Lario e Silvio Berlusconi in una foto del giugno 2004. REUTERS Pictures