January 7, 2013 / 10:30 AM / 5 years ago

Alitalia, soci italiani pronti a uscire, Air France frena

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Un velivolo Alitalia.Mohamed Abd El Ghany

di Tim Hepher e Giselda Vagnoni

PARIGI/ROMA (Reuters) - Gli imprenditori italiani che hanno rilevato Alitalia dallo Stato sono pronti a concludere l'esperienza iniziata nel 2008 e ad uscire dal capitale in vista della scadenza del lock-up la settima prossima.

Anche questa volta, come cinque anni fa quando fu poi preferita dal governo l'opzione tricolore tra le polemiche di chi lamentava lo spreco di risorse pubbliche, la maggior indiziata è Air France-Klm che è già socia della compagnia italiana con il 25% del capitale.

Il vettore franco-olandese fa sapere però che non sta trattando l'acquisto di quote Alitalia dagli altri soci italiani e che in ogni caso i soldi a disposizione sono pochi.

"Non c'è nulla, non ci sono trattative", ha detto a Reuters Alexandre de Juniac, ad di Air France.

Alla domanda se escluda che anche in futuro ci possano essere trattative, il top manager ha risposto: "Non ci sono oggi, ma direi che le nostre risorse per questo tipo di operazioni sono estremamente limitate".

Anche la Immsi, che fa capo a Roberto Colaninno presidente della compagnia aerea, in serata sollecitata dalla Consob, ha diffuso una nota smentendo l'esistenza di trattative.

Il Messaggero ha scritto domenica che Air France-Klm e gli imprenditori nazionali sono in fase avanzata di trattativa.

Secondo il quotidiano romano, con uno scambio carta contro carta che valorizzerebbe l'investimento fatto dalla cordata italiana del 20%, Alitalia dovrebbe entrare a far parte di una holding insieme all'olandese Klm già controllata da Parigi.

Alitalia, che ha chiuso il terzo trimestre 2012 con un utile netto di 27 milioni da 69 milioni un anno prima e un indebitamento finanziario netto a 923 milioni, in aumento di 61 milioni rispetto al 30 giugno, non ha commentato.

Una fonte vicina agli azionisti italiani ha osservato che un accordo con Air France "è nelle cose ma ovviamente dipende dal prezzo e c'è interesse a cercare anche altri interlocutori".

I soci italiani sembrano quindi intenzionati a uscire, anche perché Alitalia non è stata ancora in grado di riprendersi dalla crisi che l'aveva messa in ginocchio nel 2008 e alcuni avrebbero contattato banche di investimento per guardarsi intorno.

"E' ovvio che ci sia movimento tra gli investitori. L'impressione è che (il presidente di Alitalia Roberto) Colaninno spinga per un accordo con Air France, ma non tutti i soci sono d'accordo", ha detto a Reuters una fonte vicina alla situazione.

Uno degli azionisti osserva che "nessuno degli imprenditori italiani della cordata fa di mestiere questo lavoro. Potrebbero uscire ma vogliono guadagnare. Il momento non è dei più semplici anche perchè si avvicinano le elezioni".

Tra i principali azionisti della compagnia figurano la banca Intesa SanPaolo (8,9%), la holding controllata dai Benetton Atlantia (8,9%), e la Immsi (7,1%) del patron di Piaggio Roberto Colaninno.

Secondo Mediobanca, il possibile deal con Air France potrebbe trovare ostacoli di tipo politico, prorio come successo nel 2008 quando una possibile cessione al gruppo francese fu bloccata dal neo presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che favorì la formazione di una cordata italiana per rilevare Alitalia dallo Stato.

L'operazione che portò alla costituzione di Cai (Compagnia aerea italiana) fu guidata dall'allora amministratore delegato di Intesa Corrado Passera, attuale ministro per lo Sviluppo economico del governo uscente di Mario Monti.

Ieri Berlusconi, che per le politiche del mese prossimo è dato dietro il Partito democratico, ha ribadito di essere contrario alla cessione di Alitalia a Air France perchè questo sfavorirebbe il turismo in Italia a favore della Francia.

Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, artefice del salvataggio e dell'attuale assetto azionario della compagnia aerea, quando era l'Ad di Intesa Sanpaolo, nel pomeriggio con un twitter ha detto che si potrebbe discutere dell'eventuale vendita ma solo dopo messo insieme tutti gli elementi.

Oggi Nichi Vendola, leader del Sel e alleato del Partito democratico ha detto: "Quello che bisogna evitare di fare è.... consentire di massimizzare i profitti dei privati e le perdite pubbliche".

Lo scorso maggio Air France ha detto che aspetterà come minimo il 2014 prima di esercitare i suoi diritti di opzione su Alitalia.

La fonte vicina ai soci italiani conferma che finora al consiglio di amministrazione di Cai la questione di un possibile buyout da parte dei francesi non è mai stata discussa.

Il prossimo cda di Cai è previsto per fine febbraio, per l'approvazione dei conti 2012.

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