Governo, Camusso: Monti ha sbagliato tutto, non capisce Paese

giovedì 3 gennaio 2013 12:44
 

ROMA (Reuters) - Il governo di Mario Monti sul piano delle politiche realizzate ha sbagliato tutto perché non ha compreso come è fatta l'Italia.

Il giudizio molto negativo è stato espresso dalla segretaria generale della Cgil Susanna Camusso in una intervista che sarà pubblicata sul settimanale L'Espresso e che il giornale ha anticipato alle agenzie.

"Penso che il suo governo, sul piano delle politiche realizzate, ha sbagliato tutto. Io penso che ce l'abbia con il lavoro, che lui non abbia l'idea di com'è fatto il nostro paese; né della condizione dei lavoratori e della necessità di non fare ulteriori politiche che favoriscano chi già sta bene, mentre il mondo reale dei lavoratori sta sempre peggio", dice la Camusso, salvando però Monti sul piano personale e dal punto di vista dello stile: "Monti - persona stimabile, per carità, e cortese - ha avuto il merito di riportare un linguaggio istituzionale: lo ritengo un grande valore".

La critica del segretario della Cgil è focalizzata soprattutto sulla riforma delle pensioni: "Viviamo più a lungo, ma questo non vuol dire che restiamo trentenni più a lungo. Occorre immaginare un sistema in cui, ad esempio, il poliziotto settantenne stia dietro la scrivania, e non corra in pattuglia per strada".

"Non è possibile cambiare la vita pensionistica d'un intero Paese in 14 giorni, e non riuscire a fare in un anno né una legge sulla corruzione degna di questo nome, né a reintrodurre il falso in bilancio! Certo, le riforme hanno un prezzo. Ma non si tratta di costi sul bilancio dello Stato, anzi. Le vere riforme sono il meccanismo d'ingresso per gli investimenti", dice poi la Camusso allargando la sua critica alla mancata politica di riforme per la crescita.

Fra i fattori positivi raggiunti da Monti la Camusso cita invece la "fiducia [internazionale nell'Italia che] è un capitale molto importante. Ma il vero dramma è capire perché all'estero se ne sia persa tanta di fiducia nei nostri confronti. Il nostro Paese non meritava questa perdita di credibilità" dovuta a "il berlusconismo che ha determinato questo crollo di fiducia, sicuramente non il popolo di questo Paese".

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Il segretario Cgil Susanna Camusso a Rieti, 1 maggio 2012 REUTERS/Max Rossi