Voto, Monti sollecita maggioranza politica per riforme

mercoledì 2 gennaio 2013 11:34
 

ROMA (Reuters) - Superata la crisi finanziaria, dalle elezioni politiche di fine febbraio dovrà uscire una maggioranza parlamentare capace di adottare le misure necessarie per rilanciare la stagnante crescita dell'economia italiana.

Intervistato da Radio Anch'io, Mario Monti dice che "d'ora in poi bisognerebbe coalizzare coloro che sono disponibili per le riforme e non per la conservazione". Il presidente del Consiglio uscente sembra alludere a un'alleanza con il Pd qualora il nuovo movimento politico da lui guidato non riuscisse a raccogliere il consenso della maggioranza degli italiani.

Uno scenario che, secondo il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, potrebbe realizzarsi nel caso la coalizione di centro-sinistra formata da Pd e Sel non dovesse avere una maggioranza in entrambi i rami del Parlamento.

"Dissi a settembre che per noi dopo Monti c'è solo Monti. Dopo quattro mesi le mie convinzioni si sono rafforzate, , non indebolite. Per cambiare il Paese serve ancora il professore al timone", ha detto in un'intervista al quotidiano cattolico Avvenire Casini, che attraverso l'Udc è parte integrante del movimento politico di Monti assime alla fondazione Italia futura di Luca Cordero di Montezemolo.

MONTI A BERSANI: PARTITI SI SCHIERINO SU IDEE

Monti approfitta dell'intervista per replicare al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che lo aveva spronato a chiarire da che parte stesse.

"Il polo di destra e il polo di sinistra sono distinzioni che hanno avuto significato in passato, oggi ne hanno molto meno".

"Io sono per le riforme che rendano l'Italia più competitiva e creino più posti di lavoro [...]. Io desidero che il mondo politico si schieri sulle idee. Sono salito, sceso, entrato in campo non schierandomi pro o contro singoli partiti, ma schierandomi fortemente per determinate idee", ha detto Monti definendo conservatori il leader di Sel, Nichi Vendola, e il responsabile economico del Pd Stefano Fassina.

"Vendola e Fassina vogliono conservare per nobili motivi ed in buona fede un mondo del lavoro cristallizzato, iperprotetto rispetto ad altri paesi. Io sono per avere in Europa una tutela ancora più avanzata dei lavoratori, ma con condizioni che favoriscano la creazione di posti di lavoro", ha spiegato Monti riproponendo soluzioni più vicine al modello di Welfare scandinavo, che coniuga la libertà di licenziamento con servizi per il reimpiego dei disoccupati.   Continua...

 
Il presidente dimissionario Mario Monti durante una visita privata a Venezia, 29 dicembre, 2012. REUTERS/Stringer