Benzina, Antitrust: pompe bianche e supermarket incrinano oligopolio, ma servono altri strumenti

venerdì 28 dicembre 2012 12:19
 

ROMA (Reuters) - Le oltre 2.000 "pompe bianche" e gli 82 punti vendita collegati a supermercati e centri commerciali stanno "incrinando" l'assetto oligopolistico che caratterizza la rete distributiva dei carburanti, ma servono nuovi "interventi normativi per rafforzare le potenzialità dei nuovi entranti.

Al termine di un'indagine conoscitiva durata più di 20 mesi, l'Antitrust osserva che un litro di benzina o diesel arriva a costare anche 13 centesimi in meno negli impianti della grande distribuzione organizzata (gdo).

I punti vendita legati alle compagnie petrolifere ("colorati") continuano a fare la parte del leone: sono 22.000la contro gli oltre 2.000 degli operatori indipendenti e gli 82 della Gdo. La classifica si capovolge se si guarda l'erogato medio per impianto: 7,2 milioni di litri per la gdo, 1,6 per le pompe bianche, 1,4 per gli impianti colorati.

"A livello assoluto la gdo praticava prezzi da 9 a 13 centesimi di euro più bassi degli impianti colorati e da 1,5 a 5 centesimi di euro più bassi degli impianti bianchi", spiega l'Antitrust.

Le nuove spinte concorrenziali non hanno tuttavia lo stesso effetto sui prezzi a livello territoriale. L'analisi per macrozone (Nord est, Nord ovest, Centro, Sud), mostra che il Sud ha sempre prezzi più elevati, il Nord est ed il Nord ovest hanno i prezzi più bassi, il centro ha una posizione intermedia.

"COMPAGNIE PETROLIFERE COLLUDONO SUI PREZZI"

L'Antitrust ribadisce le compagnie tradizionali, verticalmente integrate (dalla raffinazione alla distribuzione), mostrano "una forte similitudine di comportamento" nella definizione dei prezzi. Il range di variazione dei prezzi medi mensili delle diverse società "non supera il 2%". Al contrario, i prezzi dei carburanti venduti attraverso altri canali hanno mostrato andamenti meno convergenti.

Secondo il Garante per la concorrenza, emerge dunque "un panorama di interazione oligopolistica tra gli operatori integrati", soprattutto Eni ed Esso.

"Uno scenario dalla chiara connotazione collusiva, che potrebbe teoricamente costituire l'esito di un coordinamento tra gli operatori verticalmente integrati. Di tale eventuale coordinamento, tuttavia, nel corso dell'indagine non sono state acquisite evidenze".

L'Antitrust dà atto al processo di liberalizzazione, avviato negli anni passati e ripreso nel 2012, di avere introdotto una discontinuità incrementando il numero di nuovi operatori. Ora però occorre proseguire. Il Garante chiede interventi per sviluppare il maggior numero di operatori indipendenti e privilegiare la nascita di nuovi impianti della gdo.

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Una pompa di benzina nel centro di Roma nel marzo scorso, quando la benzina aveva superato quota 1,9 euro al litro. REUTERS/Tony Gentile