Napolitano scioglie le Camere, Monti non scioglie i dubbi

sabato 22 dicembre 2012 18:49
 

ROMA (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato oggi il decreto di scioglimento delle Camere che mette fine alla XVI legislatura dopo le dimissioni del premier Mario Monti, sulle cui intenzioni filtrano ancora e solo congetture.

Dopo circa un'ora e mezza il consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento che fissa le elezioni il 24 e 25 febbraio prossimo e la prima riunione delle nuove Camera il 15 marzo.

"Non esisteva alcuno spazio per sviluppi in sede parlamentare della crisi", ha detto Napolitano ai giornalisti, dopo avere ascoltato al Quirinale i rappresentanti dei partiti e i presidenti delle due Camere e firmato quindi il decreto.

La strada delle elezioni "era segnata dalle dimissioni irrevocabili di Monti".

Il capo dello Stato ha auspicato che la campagna elettorale avvenga nel segno della "massima misura".

Il Pdl ha già insinuato un elemento di polemica contro il possibile coinvolgimento di Monti alla testa dei partiti centristi.

Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl, ha detto uscendo dall'ufficio del presidente che Monti dovrebbe mantenere in campagna elettorale "la sua connotazione al di fuori delle parti", proprio perché è stato nominato 13 mesi fa a capo di un governo tecnico.

Più tardi quando un giornalista ha rilanciato questa dichiarazione a Napolitano, il presidente ha replicato in tono un po' brusco, prima di congedarsi: "Ho preso nota di quelle preoccupazioni e le trasmetterò al presidente del Consiglio".

Il Pd dal canto suo ha ringraziato Monti per il lavoro svolto, ma ha fretta di voltare pagina.   Continua...

 
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consulta documenti nel suo ufficio al Quirinale. REUTERS/Paolo Giandotti/Italian Presidency Press Office/Handout