Video abusi disabile, dirigenti Google assolti in appello

venerdì 21 dicembre 2012 14:22
 

MILANO (Reuters) - La Corte di Appello di Milano ha assolto tre fra dirigenti ed ex dirigenti di Google, condannati in primo grado a sei mesi di reclusione per violazione della privacy per la pubblicazione di un video in cui si vede un minore, affetto da autismo, insultato e umiliato dai compagni di classe su una piattaforma Web gestita dalla società californiana.

La Procura generale, al termine della requisitoria l'11 dicembre scorso, aveva invece chiesto la conferma delle condanne inflitte dal Tribunale di Milano il 10 febbraio 2010.

"Siamo molto felici che la decisione di primo grado non sia stata confermata - ha detto dopo la lettura della sentenza la Policy manager di Google Giorgia Abeltino - E che la Corte d'Appello abbia riconosciuto l'innocenza dei nostri colleghi".

"Anche in questo frangente, il nostro pensiero va al ragazzo e alla sua famiglia che in questi anni hanno dovuto sopportare momenti difficili", ha concluso.

Al responsabile progetto Google Video per l'Europa Arvind Desikan, già prosciolto in primo grado, oggi si sono quindi aggiunti David Drummond (ex presidente del cda e legale di Google Italy), George Reyes (ex membro del cda di Google Italy, ora in pensione) e Peter Fleischer (responsabile policy sulla privacy per l'Europa di Google).

La sentenza di primo grado era stata definita da Google una minaccia alla libertà del Web.

Le indagini che avevano condotto al processo erano scattate con la denuncia presentata dal padre del ragazzo disabile e dall'associazione Vividown.

Il video, girato con un videofonino tra la fine di maggio e l'inizio di giugno del 2006 da quattro studenti minorenni di un istituto torinese, era stato caricato su Google Video -- piattaforma di hosting per la condivisione video -- nel settembre 2006, ed era rimasto online fino al novembre seguente, data della denuncia dell'associazione. -- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
Il logo di Google sul desktop di un portatile, in un ufficio della società. REUTERS/Krishnendu Halder