Monti incontra centristi, parlerà dopo scioglimento Camere

mercoledì 19 dicembre 2012 17:04
 

ROMA (Reuters) - Mario Monti ha incontrato stamani a palazzo Chigi per oltre un'ora i leader del centro che vorrebbero essere da lui guidati in vista delle elezioni politiche del prossimo anno, ma non sembra essere oggi il giorno in cui dirà cosa vuole fare in futuro.

Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi e il presidente della Ferrari e della fondazione Italia Futura Luca Cordero di Montezemolo sono arrivati a palazzo Chigi un po' prima delle 10 e sono usciti poco dopo le 11.

"Monti in cuor suo una decisione l'ha presa ma rispetta le regole e aspetta lo scioglimento delle Camere", ha detto Casini in una conferenza stampa a Montecitorio.

Per il pomeriggio era stata preannunciata una conferenza stampa di Riccardi e Montezemolo, poi annullata.

"Qualunque cosa possano dire in conferenza stampa non sarà su Monti perché il presidente comunicherà la sua decisione solo dopo lo scioglimento delle Camere", ha confermato una fonte vicina al premier.

Da tempo i tre centristi chiedono a Monti di poter usare il suo nome nella prossima competizione elettorale. Lo stesso Silvio Berlusconi ha detto di essere pronto a non correre come candidato premier del Pdl per la sesta volta nel 2013 se Monti accetterà di "unire i moderati".

Anche fuori dall'Italia sono stati molti gli incoraggiamenti all'ex commissario europeo a non ritirarsi dalla scena politica. L'ultimo risale al vertice del Partito popolare europeo di giovedì scorso in cui, come riferito a Reuters da uno dei partecipanti, "ci sono state molte espressioni di sostegno per la candidatura di Monti".

L'ex professore di economia della Bocconi ha annunciato che si dimetterà subito dopo l'approvazione della legge di Stabilità perché non ha più la fiducia del partito di Berlusconi.

L'appuntamento sembrava scontato per venerdì prossimo ma i tempi parlamentari si sono allungati tanto che anche la conferenza stampa di fine anno è stata rimandata.

A rallentare i lavori contribuisce la richiesta del Pdl di avere più tempo per valutare gli emendamenti votati in commissione Bilancio del Senato. Una richiesta che il Pd ritiene di attribuire alla volontà del partito di Silvio Berlusconi di rimandare le elezioni politiche.

(Giselda Vagnoni e Giuseppe Fonte) Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
Il premier Mario Monti. REUTERS/Francois Lenoir