Immigrati, denuncia Amnesty: Italia non impedisce sfruttamento lavoratori agricoli

martedì 18 dicembre 2012 09:29
 

ROMA (Reuters) - L'Italia ha ancora molta strada da fare per eliminare lo sfruttamento dei lavoratori migranti nel settore dell'agricoltura, secondo un rapporto pubblicato oggi da Amnesty International.

"Amnesty International ritiene che la situazione creata dal 'decreto flussi', dal 'pacchetto sicurezza' e dall'inadeguatezza della protezione delle vittime di sfruttamento del lavoro faciliti lo sfruttamento dei lavoratori migranti e ostacoli il loro accesso alla giustizia", si legge nel rapporto "Volevamo braccia e sono arrivati uomini", realizzato a giugno-luglio nelle aree di Latina e Caserta, anche se l'organizzazione sottolinea che "lo sfruttamento dei lavoratori migranti è diffuso in tutto il paese".

Nell'area di Latina, secondo dati ufficiali, un lavoratore agricolo su tre è straniero. Ma i dati reali, spiega Amnesty, sono ben diversi: gli immigrati, impiegati per turni più lunghi e salari più bassi del dovuto, arriverebbero all'80%.

Nell'area di Caserta, sempre stando al rapporto, una giornata di lavoro di otto-dieci ore o più vale 20-30 euro, a volte addirittura solo 15 euro.

Amnesty chiede quindi all'Italia di rivedere la politica migratoria espandendo i canali migratori regolari, e di abrogare il "pacchetto sicurezza" che ha istituito il reato di immigrazione clandestina e garantire l'applicazione della tutela giuridica ai lavoratori migranti.

(Antonella Cinelli)

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Migranti appena sbarcati in Italia. REUTERS/Coast guard Press Office/Handout (