13 dicembre 2012 / 11:44 / 5 anni fa

Legge stabilità, cambia Tobin tax, salgono aliquote

Legge stabilità, governo cambia Tobin tax, parte da marzo 2013.Stefano Rellandini

di Giuseppe Fonte

ROMA (Reuters) - Il governo cambia la tassa sulle transazioni finanziarie aumentando le aliquote e introducendo un'imposta sugli ordini ad alta frequenza che vengono prima inseriti nei circuiti di scambio e poi annullati o modificati.

Con un emendamento alla Legge di stabilità, l'esecutivo rimanda a marzo 2013 l'introduzione dell'imposta sulle transazioni in azioni e strumenti finanziari partecipativi che avvengono nei mercati regolamentati, cioè in Borsa. L'aliquota per il prossimo anno è pari allo 0,12%, allo 0,1% dal 2014. Se le azioni sono negoziate in mercati non regolamentati (over the counter), l'aliquota prevista tra marzo e dicembre 2013 sale allo 0,22% e scende allo 0,2% dal 2014.

La versione originaria della Tobin tax prevedeva un'unica aliquota dello 0,05% per le transazioni su azioni, strumenti finanziari partecipativi e derivati. L'emendamento, molto complesso, avvicina la Tobin tax italiana al modello francese.

La maggiore aliquota tra marzo e dicembre 2013 dovrebbe garantire l'invarianza di gettito, pari a 1,088 miliardi secondo le stime di gettito allegate al testo originario della manovra.

NIENTE TOBIN TAX PER MARKET MAKER, AZIONI DI SMALL CAP

La Tobin tax è dovuta indipendentemente dal luogo dove si conclude l'operazione e anche nel caso in cui la transazione "avvenga per effetto della conversione di obbligazioni". Per valore della transazione, l'emendamento intende "il valore del saldo netto" regolato giornalmente su ogni singolo strumento finanziario o il "corrispettivo versato".

Numerose sono le tipologie di esenzione. L'imposta non si applica nel caso in cui il trasferimento delle azioni sia frutto di "successione o donazione". Sfuggiranno alla Tobin tax i market maker e le transazioni in Borsa di azioni emesse da società con capitalizzazione inferiore a 500 milioni. Non solo. La Tobin tax non si applica ai fondi pensione complementari, "agli enti di previdenza obbligatoria" e alle operazioni tra società "tra le quali sussista un rapporto di controllo". Escluse anche le operazioni che le banche fanno "in vista di favorire la liquidità delle azioni" di una società emittente.

IMPOSTA SCATTA A LUGLIO PER DERIVATI, MASSIMO 100 EURO

Nel caso dei derivati, l'imposta si applica da luglio 2013 "in misura fissa, determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto", inclusi warrant, covered warrant e certificate. Per le operazioni in mercati regolamentati l'imposta è ridotta a un quinto. Il valore massimo non può superare i 100 euro a operazione, nel caso di contratti over the counter con attività sottostanti superiori a un milione di euro.

Nel caso di trading ad alta frequenza, l'emendamento prevede un'aliquota pari allo 0,02% "sul controvalore degli ordini annullati o modificati che in una giornata di Borsa superino" una soglia numerica ancora da stabilire. La soglia "non può in ogni caso essere inferiore al 60% degli ordini trasmessi".

Attenzione alla tempistica: se le operazioni ad alta frequenza annullate o modificate riguardano azioni e strumenti partecipativi, allora l'aliquota dello 0,02% scatta da marzo; se le operazioni riguardano i derivati, l'imposta è dovuta da luglio.

TETTO A CREDITO IMPOSTA RISERVE COMPAGNIE ASSICURATIVE

Con lo stesso emendamento, il governo prevede dal 2013 una soglia massima di 4.500 euro per l'imposta di bollo sui prodotti finanziari introdotta attraverso la manovra correttiva di fine 2011. Tuttavia, il tetto vale solamente per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Novità anche per le compagnie di assicurazione. La Legge di stabilità già prevede che l'imposta sulle riserve matematiche dei rami vita salga nel 2012 di 0,15 punti percentuali allo 0,5%, per poi scendere dal 2013 allo 0,45%.

La legge in vigore consente alle compagnie assicurative di recuperare quanto versano attraverso un credito di imposta. E qui interviene l'emendamento, che introduce un regime meno penalizzante per le compagnie attraverso un tetto al credito a partire dal 2013. Si parte dal 2,5% delle riserve iscritte a bilancio, ma il tetto si riduce di anno in anno in misura pari a 0,1 punti percentuali, per arrivare a regime allo 0,15%.

"È un modo per limitare l'aumento della tassazione sulle riserve. Prima il credito di imposta era sempre inferiore all'imposta versata, una sorta di prestito infruttifero allo Stato", spiega una fonte di settore.

Infine, per le polizze vita e di capitalizzazione aziendali stipulate prima del 1996, dal 2013 il "maturato" concorrerà alla formazione del reddito d'impresa del sottoscrittore mentre, per il pregresso, l'emendamento prevede l'assoggettamento ad imposta del montante maturato a dicembre 2012.

La ritenuta per i rendimenti pregressi verrà versata in cinque anni (2013-2017), con una prima rata pari al 60% dell'importo complessivo e quattro rate successive di pari importo.

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