Lega-Pdl, si prepara accordo per Maroni a Lombardia e nazionale-fonte

martedì 11 dicembre 2012 20:00
 

ROMA (Reuters) - Sarà una cena a due quella che si svolgerà questa sera a palazzo Grazioli fra il leader del Pdl Silvio Berlusconi e il segretario della Lega Nord Roberto Maroni per cercare di siglare un forte accordo elettorale che comprenda l'appoggio alla candidatura di Maroni come governatore della Regione Lombardia in cambio di un accordo anche per le elezioni nazionali.

Una fonte del Pdl spiega a Reuters che "non sono state invitate altre persone per evitare di complicare un accordo che in molti, da una parte e dall'altra hanno in questi giorni cercato di fare saltare".

Fra i più accaniti a combattere l'alleanza sono da una parte il governatore uscente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che vorrebbe una nuova candidatura pidiellina per il Pirellone e dall'altra l'ala veneta leghista - a cominciare dal governatore Luca Zaia e dal sindaco di Verona Flavio Tosi - che non vuole un rafforzamento della componente lombarda nel Carroccio.

Secondo la fonte "l'accordo è praticamente fatto e conviene a entrambi" i sottoscrittori non farlo ora saltare.

Alla Lega permetterebbe di cercare di conquistare tutte le principali Regioni a nord del Po con l'invidiabile risultato di assegnare al Carroccio - che attualmente viene accreditato dai sondaggi di un 5-6% dei consensi - Piemonte, Lombardia e Veneto.

Il vantaggio per il Pdl sarebbe visto invece soprattutto in chiave elettorale al Senato: "L'alleanza con la Lega vuole dire per noi 7 senatori in più solo in Lombardia e tre in più alla Lega", spiega la fonte pidiellina.

Più cauta la fonte invece sul tentativo di impedire al centrosinistra di vincere le elezioni non solo alla Camera, ma anche al Senato dove il premio di maggioranza viene assegnato su scala regionale e non nazionale: "Per quello scopo decisiva sarà invece la Sicilia, ancor più della Lombardia".

Se si andasse al voto con la legge elettorale attuale, il cosiddetto Porcellum (ipotesi più che probabile visto il probabile scioglimento delle Camere subito dopo l'approvazione della legge di Stabilità prevista prima di Natale), la coalizione che raggiungerà il maggior numero di voti otterrebbe la maggioranza dei seggi alla Camera ma non è detto che ottenga lo stesso risultato anche a palzzo Madama vista la ripartizione su base regionale di mini premi di maggioranza.

(Paolo Biondi)

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L'ex premier Silvio Berlusconi e il segretario della Lega Nord Roberto Maroni. REUTERS/Max Rossi