Video abusi disabile, PG chiede conferma condanne dirigenti Google

martedì 11 dicembre 2012 16:54
 

MILANO (Reuters) - Il sostituto procuratore generale di Milano Laura Bertolé Viale ha chiesto la conferma della condanna inflitta in primo grado a tre fra dirigenti ed ex dirigenti di Google, ritenuti colpevoli di violazione delle norme sulla privacy per non aver impedito la pubblicazione di un video in cui si vede un minore affetto da autismo insultato e umiliato dai compagni di classe su una piattaforma Web gestita dalla società californiana.

Al termine della requisitoria a conclusione del processo di appello, il sostituto pg ha affermato in aula che "non solo è stata violata la privacy dei minori ma sono anche state date lezioni di crudeltà a 5.500 visitatori".

"I dirigenti di Google hanno omesso il controllo per fare profitto", ha concluso.

Al magistrato ha risposto il difensore, avvocato Giulia Bongiorno, sottolinenando che "come è emerso chiaramente dalle indagini della polizia giudiziaria, non vi era alcun messaggio pubblicitario connesso a Google Video e pertanto Google non ha tratto alcun profitto da questo o altri video".

Il 10 febbraio 2010 il Tribunale di Milano aveva condannato a sei mesi di reclusione David Drummond (ex presidente del cda e legale di Google Italy), George Reyes (ex membro del cda di Google Italy, ora in pensione) e Peter Fleischer (responsabile policy sulla privacy per l'Europa di Google). Il giudice aveva invece assolto Arvind Desikan (responsabile progetto Google Video per l'Europa).

La sentenza era stata definita da Google come una minaccia alla libertà del web, e l'ambasciata Usa in Italia si era detta "delusa" dal verdetto.

In relazione al processo d'appello, Giorgia Abeltino, Policy Manager di Google in Italia ha dichiarato che "come abbiamo sempre detto, ci sentiamo vicini al ragazzo, vittima di un atto di bullismo in quel video riprovevole. I bulli, responsabili per la violazione della sua privacy, sono già stati puniti".

"Confidiamo che nel processo d'appello verrà dimostrata l'innocenza dei nostri colleghi", ha concluso.

Le indagini che hanno condotto al processo erano scattate con la denuncia presentata dal padre del ragazzo disabile e dall'associazione Vividown.

Il video, girato con un videofonino tra la fine di maggio e l'inizio di giugno del 2006 da quattro studenti minorenni di un istituto torinese, era stato caricato su Google Video -- piattaforma di hosting per la condivisione video -- nel settembre 2006, ed era rimasto online fino al novembre seguente, data della denuncia dell'associazione. -- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
Il logo di Google. REUTERS/Mark Blinch