10 dicembre 2012 / 13:48 / 5 anni fa

Governo, Bersani vuole Monti fuori da competizione ma Pd si prepara

Il leader del Pd Pierluigi Bersani.Stringer

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, candidato premier della coalizione di centrosinistra, ha detto oggi che sarebbe meglio se Mario Monti non partecipasse alla prossima competizione elettorale, ma intanto il Partito democratico si prepara alla possibilità che al voto arrivi anche una lista patrocinata dall'attuale capo del governo.

"Io ho sempre detto che proprio perché Monti deve essere ancora utile a questo Paese, sarebbe meglio che rimanesse fuori dalla contesa", ha detto Bersani a Piacenza, in un discorso trasmesso dalla tv.

"Poi ognuno sceglie come crede e fa le proprie valutazioni con serenità. Non ho la volontà di inibire in alcun modo le scelte personali di Monti", ha aggiunto il leader, il cui partito è stimato oggi in testa e con oltre il 30% dei voti nei sondaggi.

Secondo alcuni opinionisti, una lista-Monti potrebbe ottenere fino al 20% dei voti. Il premier uscente, in un'intervista pubblicata oggi, ha detto di non sapere quale sarà il proprio futuro politico.

Sabato sera il presidente del Consiglio ha comunicato al capo dello Stato la propria intenzione di dimettersi dopo l'approvazione definitiva della legge di stabilità, nei prossimi giorni.

La decisione, che ha provocato la reazione negativa dei mercati, con un aumento dello spread e un calo della Borsa, fa seguito al ritiro del sostegno del Pdl al governo la settimana scorsa.

SE MONTI DIVENTA "UN ALTRO GENERALE"

"Per noi non è un problema se Monti decide di partecipare sotto qualsiasi forma alle elezioni - dice a Reuters Matteo Orfini, giovane dirigente del Pd voluto in segreteria proprio da Bersani - abbiamo messo in campo un impianto che non subisce danni da quello che fanno gli altri".

Per Orfini, comunque, "se Monti facesse il federatore di un gruppo di generali senza truppe, come il centro, diventerebbe un altro generale e a quel punto il suo ruolo politico dopo le elezioni dipenderà dal suo peso politico". Una previsione che suona quasi come una minaccia sul ruolo futuro del premier ormai uscente.

Una fonte Pd vicina al vicesegretario Enrico Letta dice: "Sarebbe preferibile che Monti si astenesse dalla campagna, perché potrebbe rendere più difficile lo scenario elettorale, e poi darebbe armi anche a un ritorno di Silvio Berlusconi e alla lista di Beppe Grillo, che faranno campagna contro di lui".

"L'Italia ha due nomi da spendere come garanzia all'estero", aggiunge la fonte. "Uno è Monti, l'altro è il presidente della Bce Mario Draghi. Se Monti diventa 'politico', non è più candidabile così facilmente al Quirinale come super partes".

"La presenza elettorale di Monti potrebbe complicare il dopo-elezioni", concorda un altro membro della segreteria Pd, bersaniano, che preferisce restare anonimo: "Per esempio, sarebbe difficile candidare Monti alla presidente della Repubblica".

Una fonte del Pd, vicina al segretario, smorza i facili entusiasmi per il Quirinale: "Per il dopo si vedrà. Nessun candidato ufficiale è mai diventato presidente, nella storia repubblicana".

Per la maggior parte degli esponenti del Pd sentiti da Reuters, comunque, anche con il patrocinio di Monti una coalizione centrista non andrebbe oltre il 10% e non creerebbe comunque problemi alla vittoria del Pd.

REGGI: MONTI PRENDEREBBE VOTI CHE SAREBBERO ANDATI A RENZI

Ma non tutti concordano. Secondo un'altra fonte vicina a Veltroni, la presenza di una lista-Monti, "potrebbe schiacciare il Pd a sinistra e a farlo sgonfiare, in termini di voti, e sarebbe ancora più improbabile per il centrosinistra avere la maggioranza in tutti e due i rami del Parlamento".

Uno scenario simile, lo evoca anche Roberto Reggi, ex sindaco di Piacenza e coordinatore della campagna per le primarie di Matteo Renzi.

"Gli elettori di area moderata e cattolica che non trovano risposte dal Pd, dopo la sconfitta di Renzi alle primarie le cercheranno magari in Monti, che diventerebbe un competitor temibile".

Per Reggi, il Pd "finora non ha provato a coinvolgere Matteo in nessun modo, ma se fosse lungimirante dovrebbe farlo", proprio per fare in modo che i voti dei moderati in uscita dal Pdl non vadano a Monti, "che è perfetto per fare il capo dello Stato, ma che non è in grado di dare lo slancio che serve all'Italia per ripartire".

Oggi Bersani ha detto che con Renzi "combatteremo insieme", ma non ha dato altre indicazioni.

Ieri sera, proprio a Renzi era venuta una "offerta" da parte di Berlusconi: "Se volesse venire con noi, sappia che ai liberali tengo sempre la porta aperta", ha detto l'ex premier. Ma il sindaco di Firenze ha risposto stamani via Twitter: "Hai le porte aperte per me? Chiudi pure, fa freddo!".

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