10 dicembre 2012 / 08:14 / 5 anni fa

Crisi di governo alla prova dei mercati

MILANO (Reuters) - Di seguito i primi commenti all‘apertura dei mercati finanziari dopo la decisione di Mario Monti, annunciata sabato sera, di rassegnare le dimissioni una volta approvata la legge di stabilità.

Un trader al lavoro. REUTERS/Andrea Comas

Rispetto ai 325 punti base di venerdì sera, su piattaforma TradeWeb il premio di rendimento Italia/Germania sul segmento a dieci anni parte a 349 tick per poi strappare fino in area 355 - massimo dal 20 novembre scorso.

Intorno alle 9 perde oltre due punti pieni il futures Btp a dicembre, mentre l‘equivalente Bund fa +0,45.

A Piazza Affari, il paniere delle bluechip apre a -1,9%, appesantito dai titoli bancari.

Seguono i commenti di analisti e operatori:

Gestore anonimo sgr italiana

“Sui mercati c‘è molta incredulità. Tutti avevano creduto a un‘uscita di scena definitiva di Berlusconi dalla politica, ma così non è. Adesso c‘è una nitida indentificazione delle responsabilità, di chi sia la colpa di questa crisi, che ha un nome e un cognome nel Pdl e nel ritorno in campo di Berlusconi. La domanda che ora si pongono gli investitori stranieri è la seguente: che farà adesso Monti? Avrà un ruolo istituzionale o più attivo in politica?”.

“Una eventuale vittoria del Cavaliere farebbe scattare una reazione ancora più negativa dei mercati”.

Ufficio studi Credit Suisse

”Riteniamo che i mercati continueranno a reagire negativamente alle notizie che arrivano dall‘Italia sulla base dell‘aumentato livello di incertezza, ma questo dovrebbe essere limitato dai sondaggi in corso che mostrano un contenuto sostegno per il partito di Berlusconi e di fatto buone attese per i partiti che dovrebbero continuare almeno a grandi linee le politiche introdotte dal governo.

Chiaramente, tuttavia, la volatilità rimarrà l‘elemento principale fino alle elezioni. La situazione è fluida e dovrebbe rimanere tale per un po’ di tempo - aspettiamoci “parole forti”, dichiarazioni anti-Monti (anti-Merkel�) e anti-euro da diversi partiti politici italiani nelle prossime settimane.

Una simile incertezza condurrà a un deterioramento della fiducia dei mercati tale da richiedere un‘immediata richiesta di supporto dell‘Omt/Esm prima che venga formato un nuovo governo? Riteniamo che questa ipotesi sia altamente improbabile. Pensiamo che la situazione finanziaria in Italia sia relativamente buona al momento. La situazione cambierebbe chiaramente se i sondaggi iniziassero a suggerire la possibilità di un‘incertezza post-elezioni o se le elezioni non facessero chiarezza entro la fine di febbraio/inizio marzo”.

Gianluca Garbi, AD Banca Sistema

“Le dimissioni di Monti sono positive, perché in questo modo si è svincolato dai partiti che lo sostenevano ed è diventato libero di eventualmente entrare nella competizione politica. La stessa cosa che fece Dini. Mi sembra che dall‘estero questa cosa non sia stata capita. Comunque a marzo ci sarebbero state le elezioni e non sarebbe stato pensabile un nuovo governo con Pd e Pdl insieme. Adesso, se Monti scendesse in campo, potrebbe fare da ago della bilancia. Quinidi le sue dimissioni dovrebbero essere una cosa positiva”.

Mario Spreafico, Chief investment officer Schroders Private Banking

”La reazione dei mercati è uno spettacolo indecente. Si sapeva che questo governo sarebbe finito e si sarebbe andati in campagna elettorale. Sembra che i mercati non accettino che venga eletto un premier democraticamente dagli italiani ma siano favorevoli ccolgano con favore solo chi è indicato dall‘esterno.

Tutto sommato credo che sia una reazione esagerata quindi una ”buy opportunity“ sull‘Italia già sui livelli che vediamo oggi. Nei prossimi giorni poi bisognerà guardare altri fattori europei, per esempio come andrà a finire il buyback della Grecia”.

Team di ricerca Intermonte

”Rischi di breve periodo per finanziari e credito, ma il mercato italiano è attraente nei prossimi trimestri.

C‘è da aspettarsi una reazione negativa dal momento che Monti gode di una buona reputazione sui mercati finanziari. Tale reazione prenderà la forma di un deterioramento dello spread Btp/Bund che potrebbe avere riflessi sui finanziari e su altri titoli sensibili ai tassi di interesse. Tuttavia, sulla base di quello che riteniamo sarà un breve periodo di transizione verso un governo più stabile e più favorevole all‘euro, pensiamo che il mercato italiano sia attraente da un punto di vista valutativo e con differenziali di rendimento sul credito più normali”.

Francesco Garzarelli, Silvia Ardagna, Goldman Sachs

”Il risultato più probabile resta al momento quello di un governo di coalizione guidato dal centro-sinistra in cui Monti potrebbe avere un ruolo istituzionale - questo significherebbe sostanzialmente un proseguimento delle politiche introdotte da Mario Monti. Anche il rafforzamento della cornice di governance dovrebbe mitigare le probabilità di deviazione sostanziale della politica economica.

Quanto alla reazione del mercato, ci si può aspettare un acuirsi della retorica anti-austerity e anti-reforme... questo si tradurrà probabilmente in un aumento del premio di rischio sugli asset italiani. E’ per questo motivo che fino alla scorsa settimana abbiamo suggerito di accorciare le posizioni brevi rispetto alla Spagna. [...] Come riferimento, riteniamo che il benchmak a due anni tratti a ‘fair value’. Nel breve termine, è probabile un aumento del rendimento fino in area 2,50%.

Le scadenze più lunghe offrono già un rendimento di circa 100 pb superiore a quanto suggerirebbe il quadro macro e di bilancio. E’ possibile che il tasso del Btp a dieci anni torni intorno a 4,75-5,00%. In questa fase non prevediamo un‘accelerazione della crisi politica che raggiunga livelli sistemici e non modifichiamo le nostre raccomandazioni”.

Davide Pasquali, presidente Pharus Sicav

”Se il mercato reagisce alla prospettiva che si ricandidi Berlusconi, si tratta di una non preoccupazione perché i sondaggi danno il Pdl all‘11% e allora la debolezza è un‘occasione di acquisto.

Se invece i mercati riflettono la preoccupazione che in Italia di fatto non si riesce a cambiare niente, che il meccanismo di risanamento avviato da Monti si è inceppato, allora la debolezza sarà di lungo periodo e non transitoria.

Si pensa che con le prossime elezioni si tornerà da capo ad una situazione in cui non si riusciranno a fare le misure che devono essere fatte e quindi gli investitori vendono Italia e stanno fuori.

La preoccupazione è il ritorno alla instabilità economica.

Lo stesso Monti è riuscito a fare il 10% di quello che avrebbe voluto, del supertecnico taglisprechi Bondi non si è più sentito parlare, in Italia non si riesce mai a intervenire dove si deve intervenire, si riescono solo ad aumentare le tasse.

Quello di oggi è un risveglio del mercato che di colpo si ricorda che sono vicine le elezioni in Italia”.

Ufficio studi UniCredit:

“Il rischio politico dovrebbe deprimere la performance del Btp, su cui già grava un clima di cautela in vista delle prossime aste. Il riferimento potrebbero essere i livelli di rendimento di inizio marzo. La nostra visione di medio-lungo sui Btp rimane comunque positiva”.

Marco Sturlese, gestore fondo lussemburghese Fenice

”Lo spread si allarga perché l‘Italia era resa credibile dall‘autorevolezza di Monti, ma la legge di stabilità garantisce comunque il rientro del debito e salva le generazioni future.

La prima reazione dei mercati avviene sull‘incertezza di quello che accadrà.

Sul FTSE Mib vedo negatività sotto 15.800 punti in direzione 15.400/15.200/14.900 punti: Monti accelera un movimento di storno atteso di un mercato già ipercomprato sui grafici.

Sul Btp vedo già uno stop sui livelli di apertura per oggi anche se il derivato con scadenza marzo si potrebbe spingere su 105/103,5 ma questo è un livello che potrebbe raggiungere con un permanere della negatività, non un obiettivo per oggi. Per lo spread Btp/Bund c‘è un livello a 360 punti base”.

Trader azionario:

“Il mercato [secondario] reagisce molto male... Non ci sono dubbi: lo spread non desta sorprese e la reazione è quella che ci poteva aspettare... c‘è il terrore che ritorni Berlusconi”.

Trader obbligazionario:

“È molto negativo, penso che tutto questo non aiuterà i bond italiani e periferici. Ogni dubbio sull‘impegno all‘austerità dell‘Italia non porterà bene ai Btp, specialmente considerando il fatto che sono in molti ad essere lunghi”.

Francesca Landini, Giancarlo Navach, Alessia Pé, Giulio Piovaccari, Maria Pia Quaglia, Luca Trogni Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below