7 dicembre 2012 / 17:48 / 5 anni fa

Legge stabilità, Imu a comuni da 2013

di Giuseppe Fonte

ROMA (Reuters) - L‘Imu, l‘imposta sugli immobili che da quest‘anno sostituisce l‘Ici, dovrebbe diventare a tutti gli effetti comunale a partire dal 2013.

Uno dei relatori alla Legge di stabilità in Senato, Giovanni Legnini (Pd), annuncia un emendamento per dare ai sindaci anche la quota dell‘Imu attualmente in capo allo Stato.

Il testo dovrebbe essere depositato lunedì e Legnini precisa che l‘operazione è “a saldi invariati”.

L‘Imu è un‘imposta nominalmente comunale, ma la manovra correttiva di dicembre prevede che metà del gettito riscosso sulle case diverse dall‘abitazione principale vada all‘Erario.

L‘emendamento darà attuazione a uno schema che il ministero dell‘Economia sta negoziando da mesi con i comuni. In sintesi, il Tesoro cede ai sindaci la sua quota di gettito riducendo di pari importo la dotazione del Fondo di riequilibrio, che serve per garantire a tutti i comuni le risorse necessarie a finanziare i servizi pubblici essenziali, indipendentemente dalla diversa capacità impositiva.

“Così non si risolve il tema delle istanze locali ma si ridà certezza alla finanza locale e all‘impostazione federalista dell‘Imu”, spiega Legnini.

La nuova Ici dovrebbe fruttare nel 2012 poco più di 20 miliardi, 3,28 dall‘abitazione principale e 16,8 dalle altre case, in base alle previsioni aggiornate di gettito fornite dal Tesoro a inizio luglio. La quota statale ammonta quindi a 8,4 miliardi, grosso modo la stessa dotazione del Fondo di riequilibrio.

Finora il Tesoro si era mostrato scettico su questa soluzione perché temeva che, azzerando o quasi il Fondo di riequilibrio, molti piccoli comuni sarebbero finiti in una crisi di liquidità analoga a quella che il governo ha disinnescato il 10 agosto scorso.

I sindaci dovrebbero incassare dal Senato anche un allentamento del Patto di stabilità interno.

“Il quantum non è risolto e noi siamo impegnati a dare una risposta al grido di dolore che arriva dagli enti locali”, conferma Legnini.

VERSO TRAVASO MILLEPROROGHE IN LEGGE STABILITA’

Il valore della manovra - 11,4 miliardi nel 2013 e 10,1 nel 2014 - dovrebbe salire dopo il passaggio in Senato. Una fonte di maggioranza spiega infatti che il governo sarebbe orientato a far confluire il decreto Milleoproroghe nella Legge di stabilità.

Se ne ha una parziale conferma da un emendamento dei relatori che estende al prossimo anno l‘applicazione di due distinte misure.

La prima proroga a giugno 2013 la deroga ai requisiti di opponibilità per le garanzie che gli istituti di credito offrono alla Banca d‘Italia in cambio di finanziamenti. Il regime di favore, prevede il testo, è ulteriormente prorogabile fino a dicembre 2013 attraverso un decreto di Palazzo Chigi.

La seconda estende di sei mesi - prorogabili di altri sei mesi - l‘efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per le assunzioni a tempo indeterminato nelle pubbliche amministrazioni soggette a turn over.

Non è invece ancora chiaro come cambierà la Tobin tax all‘italiana, l‘imposta di bollo con l‘aliquota dello 0,05% sulle transazioni che hanno ad oggetto azioni, strumenti finanziari partecipativi e derivati. Il ministero dell‘Economia vorrebbe modificare la tassa avvicinandola al modello francese.

SUL TAVOLO ANCHE AMMORTIZZATORI IN DEROGA, RICONGIUNZIONI

Un emendamento dei relatori già depositato destina quasi 500 milioni al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga. Tenendo conto della dotazione già prevista dalla legge Fornero sul mercato del lavoro, le risorse totali a bilancio salgono a quasi 1,3 miliardi.

Altro capitolo riguarda il sostegno alle zone dell‘Emilia Romagna colpite dal terremoto. I relatori vogliono introdurre forme di aiuti anche per le aziende che hanno subito danni indiretti.

Legnini parla di un “impegno serio” anche sul tema delle ricongiunzioni onerose: i costi a volte molto alti che i lavoratori devono sostenre per mettere insieme i contributi versati a enti diversi, come Inpdap e Inps.

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