December 7, 2012 / 12:42 PM / 5 years ago

Governo, Bersani: Pd leale a Monti e indicazioni Napolitano

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Il segretario del Pd Pier Liugi Bersani oggi alla Camera.Tony Gentile

ROMA (Reuters) - Il Partito democratico garantisce la lealtà al governo guidato da Mario Monti e alle indicazioni che verranno dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Lo ha detto il segretario Pierluigi Bersani intervenendo in aula alla Camera sul voto finale al decreto sui costi della politica locale, dopo che ieri il Pdl ha smesso di sostenere in Parlamento i provvedimenti del governo, aprendo la strada al voto.

"Non tutto quello che ha fatto e fa Monti a noi piace. Lo abbiamo detto. Però noi abbiamo una parola sola, siamo stati e saremo leali. Siamo pronti a essere leali fino alla fine della legislatura. E saremo leali alle indicazioni del Capo dello Stato, che ancora una volta saprà guidarci in un frangente difficile come questo", ha detto Bersani.

"Oggi è successo qualcosa di più profondo: muore la speranza che il centrodestra possa dare il suo contributo per la salvezza e il cambiamento dell'Italia", ha aggiunto.

Bersani ha parlato di "incoerenza e spregiudicatezza" riferendosi alla decisione arrivata improvvisamente ieri da parte del Pdl di astenersi sulle fiducie che Senato e Camera hanno votato su due diversi provvedimenti.

Il candidato premier del centrosinistra ha richiamato il partito di Silvio Berlusconi alle proprie responsabilità per aver sostanzialmente guidato il Paese nell'ultimo decennio salvo scaricare su Monti, sostenuto fino a ieri come partito di maggioranza relativa della 'strana' maggioranza, le colpe della crisi.

"Pensate di avere qualche responsabilità se l'Italia è sul punto più esposto della crisi, là dove non doveva essere?", ha chiesto retoricamente Bersani che ha aggiunto - rivolgendosi anche alla Lega che con Berlusconi era al governo dal 2001 al 2006 e poi dal 2008 fino a novembre 2011 -: "La recessione c'è dal 2007, perdiamo 20 punti di produzione industriale, è 5 anni che il reddito delle famiglie va giù. Ci avete raccontato che la crisi era psicologica, siete stati irresponsabili".

"Chi ha firmato in Europa un patto per il pareggio strutturale l'anno prossimo anno che nessuno ha. Solo noi che siamo in recessione lo abbiamo. Berlusconi e [l'ex ministro dell'Economia Giulio] Tremonti hanno firmato manovre, tagli e tasse. L'Imu non è la tassa di Monti ma di Berlusconi e Tremonti".

Poi il richiamo all'etica: "Dove sono la disciplina, l'onore [nel governare] previsti dalla Costituzione?".

Quanto al Pd, Bersani ha detto che il suo partito ha intenzione di guidare il cambiamento della politica italiana con due parole d'ordine: "sobrietà e lavoro, che non vengono da un responsabile della comunicazione ma dai milioni di persone che abbiamo incontrato".

"Gli italiani decideranno. Se voi proporrete favole noi non le proporremo, proporremo uno sforzo comune dove chi ha di più deve dare di più...Se per voi è ancora il tempo di un uomo solo al comando noi abbiamo intenzione di metterci alla testa del cambiamento".

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