Egitto: esercito interrompe scontri tra fazioni, ma è sempre crisi

giovedì 6 dicembre 2012 18:27
 

IL CAIRO (Reuters) - Al Cairo la Guardia repubblicana egiziana ha riportato l'ordine attorno al palazzo presidenziale, dopo i violenti scontri notturni che hanno provocato la morte di sette persone, ma il clima politico resta tesissimo.

Il presidente islamista, Mohamed Mursi, criticato dai suoi oppositori per il silenzio degli ultimi giorni, dovrebbe parlare in serata alla nazione, ha annunciato la tv di Stato.

Centinaia di suoi sostenitori che erano accampati vicino al palazzo presidenziale si sono ritirati prima della scadenza di un ultimatum lanciato dalla Guardia repubblicana.

Restano invece sulla scena alcune decine di oppositori di Mursi, tenuti comunque sotto controllo dai militari dietro una barricata di filo spinato.

L'esercito ha giocato un grande ruolo nella deposizione del presidente Hosni Mubarak durante la rivolta popolare dello scorso anno, governando poi la fase di transizione, ma è rimasto fuori finora dall'ultima crisi scoppiata nel paese nordafricano.

Nelle violenze tra sostenitori di Mursi e suoi oppositori - che contestano la decisione di votare il 15 dicembre un nuovo testo della Costituzione approvato da un'assemblea parlamentare dominata dagli islamisti e anche un decreto del presidente che gli attribuisce vasti poteri fino alla rielezione del Parlamento - sette persone sono rimaste uccise e altre 350 ferite, dicono le autorità.

Sei morti erano oppositori del presidente, uno apparteneva ai Fratelli Musulmani.

(Marwa Awad e Edmund Blair)

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