Governo approva decreto su "liste pulite", via corrotti e mafiosi

giovedì 6 dicembre 2012 18:21
 

ROMA (Reuters) - Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera allo schema di decreto legislativo sull'incandidabilità dei condannati per tangenti, in una giornata in cui la presa di distanza del Pdl dall'esecutivo sembra aver innescato una spirale che potrebbe portare in breve al voto.

Il decreto riguarda la non candidabilità - pena l'immediata decadenza - dei condannati in via definitiva a pene superiori ai 2 anni di carcere per reati contro la pubblica amministrazione, ma anche per mafia, terrorismo, traffico di esseri umani e altri crimini di maggior allarme sociale, dice una nota di Palazzo Chigi.

"Il nuovo regime di incandidabilità mira a dettare una disciplina organica in materia di incandidabilità estendendo le cause ostative alla candidabilità alle cariche politiche nazionali e sopranazionali", spiega il comunicato. Finora, infatti, le cause di incandidabilità erano previste solo per gli enti locali.

Il decreto si applica anche alle cariche di governo, dal presidente del Consiglio fino ai commissari straordinari di governo, passando per ministri e sottosegretari.

"...l'accertamento d'ufficio della condizione di incandidabilità comporta la cancellazione dalle liste", dice la nota. E se la condanna definitiva giunge durante il mandato, il condannato decade immediatamente.

La durata dell'incandidabilità è doppia rispetto alla durata della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, e comunque di almeno sei anni dalla condanna definitiva.

Il governo aveva spiegato a inizio novembre di non potere varare il provvedimento prima dell'entrata in vigore della legge anticorruzione.

Sul provvedimento, che ora dovrà andare in Parlamento per l'esame da parte delle commissioni competenti, finora il Pdl ha mostrato la sua avversione.

(Massimiliano Di Giorgio)

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