Israele, critiche da Europa su ampliamento insediamenti dopo voto Onu

lunedì 3 dicembre 2012 18:50
 

GERUSALEMME (Reuters) - Israele ha dovuto far fronte oggi alle critiche concertate di diversi paesi europei sulla decisione del premier Benjamin Netanyahu di ampliare le costruzioni negli insediamenti dopo che le Nazioni Unite hanno votato il riconoscimento di fatto dello stato palestinese.

Ma un esponente dello staff del premier ha detto che Israele non farà comunque marcia indietro.

Gran Bretagna, Francia e Svezia hanno convocato gli ambasciatori nelle rispettive capitali per esprimere la profonda disapprovazione del piano, che prevede la costruzione di 3.000 nuovi alloggi nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme Est.

Il presidente francese, François Hollande, ha tuttavia detto in una conferenza stampa a Lione di non avere intenzione di imporre sanzioni a Israele sugli insediamenti.

Alla vigilia di una visita questa settimana la Germania, considerata la più forte alleata di Israele in Europa, ha invitato lo Stato ebraico a evitare di ampliare gli insediamenti, e la Russia ha espresso seria preoccupazione.

Fortemente irritato dalla decisione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di giovedì scorso, che ha promosso i palestinesi da "osservatore" a "stato non membro", venerdì scorso Israele ha annunciato la decisione di costruire nuovi alloggi per i coloni.

In passato, progetti simili sui terreni conquistati da Israele nella guerra del 1967, e che i palestinesi considerano parte integrale del futuro stato, hanno sempre provocato la condanna internazionale.

Ma in questo caso Netanyahu ha ordinato anche "la preliminare ripartizione in zona" e le "attività di pianificazione" per migliaia di unità abitative in aree tra cui è compresa la parte est di Gerusalemme. Una serie di costruzioni sulle colline - ancora mai realizzata per l'opposizione degli Usa - potrebbe tagliare in due la Cisgiordania e separare i palestinesi da Gerusalemme, facendo saltare le loro speranze di uno stato territorialmente contiguo.

"Isarele continuerà a difendere i propri interessi vitali, anche di fronte alla pressione internazionale, e non ci saranno modifiche nella decisione presa", ha detto un membro dell'ufficio di Netanyahu.

Sono circa 500.000 gli israeliani e 2,5 milioni i palestinesi che vivono in Cisgiordania e Gerusalemme Est.

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Maale Adumim, vicino a Gerusalemme, insediamento israeliano in Cisgiordania. REUTERS/Ammar Awad