November 29, 2012 / 3:18 PM / 5 years ago

Vertice Ilva, Monti: tutelare occupazione e ambiente

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Un'immagine dell'Ilva di Taranto.Yara Nardi

ROMA (Reuters) - Il governo, nella vicenda dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto a rischio chiusura per le emissioni inquinanti, è impegnato a tutelare sia l'occupazione che l'ambiente, rispettando il ruolo della magistratura, e sta lavorando a un decreto il cui testo però non è ancora definitivo.

Lo ha detto oggi il presidente del Consiglio Mario Monti durante un vertice a Palazzo Chigi con parti sociali ed enti locali.

"Non possiamo permetterci di dare un'immagine di un'Italia in cui non sia possibile conciliare la tutela dell'occupazione, il rispetto della magistratura, la tutela dell'ambiente e la produzione dell'acciaio", ha detto Monti secondo quanto riferiscono una fonte governativa e una sindacale presenti alla riunione.

Parlando del decreto, il premier ha detto che "non c'è una bozza già definitiva, avremmo mancato di rispetto ai presenti al tavolo. Ecco perché stiamo ascoltando i vostri interventi".

Il presidente dell'Ilva, l'ex prefetto Bruno Ferrante, ha confermato nel corso della riunione che la chiusura dello stabilimento avrà conseguenze anche sugli altri impianti del Gruppo Riva in Italia, con il fermo di Genova entro sette giorni e Novi Liguri entro 15 giorni per mancanza di autonomia produttiva, ha riferito una fonte aziendale al vertice.

Per Ferrante, la mancanza dell'acciaio prodotto a Taranto - 8,5 milioni di tonnellate prodotte nel 2011 - provocherà problemi anche alla case automobilistiche, ha riferito la fonte.

Alla riunione di oggi partecipano anche il ministro dell'Economia Vittorio Grilli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, quello dello Sviluppo Economico Corrado Passera, il ministro del Lavoro Elsa Fornero e il responsabile della Salute Renato Balduzzi.

Presenti anche il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola con il sindaco di Taranto e il presidente dell'omonima provincia, oltre ai rappresentanti sindacali.

Fuori da Palazzo Chigi, intanto, si svolge la protesta di alcune centinaia di lavoratori dello stabilimento tarantino, bloccati dalle forze dell'ordine in via del Corso.

A Genova, invece, un centinaio di lavoratori del locale impianto Ilva ha nuovamente bloccato il centro città con un presidio davanti alla Prefettura.

GOVERNO AL LAVORO SUL DECRETO Una fonte governativa ha confermato oggi a Reuters che il decreto legge, che domani dovrebbe giungere in Consiglio dei ministri, punta "più o meno" a riaffidare a Ilva gli impianti sequestrati dalla magistratura, a condizione che l'azienda rispetti puntualmente le misure di bonifica previste dalla nuova Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal ministro dell'Ambiente a fine ottobre.

Il testo del decreto è però in continua evoluzione prima del Cdm e, secondo la fonte, alcuni funzionari lo stanno "limando" nella stessa sala di Palazzo Chigi in cui è in corso la riunione, a cui partecipano oltre 100 persone.

La Procura di Taranto ha sequestrato l'area "a caldo" dello stabilimento a fine luglio con lo scopo dichiarato di porre fine alle emissioni inquinanti fuori legge che, secondo perizie epidemiologiche, hanno prodotto un aumento significativo della mortalità per tumori tra cittadini della zona e lavoratori dell'azienda.

A inizio settimana, poi, nell'ambito di un'inchiesta parallela per corruzione, i magistrati hanno sequestrato anche i materiali destinati alla commercializzazione e alla lavorazione nell'area "a freddo". L'azienda, per reazione, ha chiuso l'impianto e mandato in libertà circa 5.000 lavoratori, almeno fino a che il tribunale del Riesame non si pronunci sulla richiesta di dissequestro.

Nel vertice di oggi, ha riferito la fonte sindacale, Vendola ha chiesto al governo di evitare un conflitto tra istituzioni a causa del decreto, e anche di varare una deroga per l'emergenza sanitaria in corso a Taranto.

Il leader della Cisl Raffaele Bonanni, ha aggiunto la fonte, ha insistito invece sulla necessità del decreto per applicare l'Aia all'Ilva con la nomina di un commissario a gestire il sito, ma anche di varare ammortizzatori sociali per gestire gli eventuali esuberi.

(Massimiliano Di Giorgio)

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