29 novembre 2012 / 14:08 / tra 5 anni

Italia vota a favore risoluzione Palestina Stato osservatore Onu

Il palazzo dell'Onu a New York. REUTERS/Chip East

ROMA (Reuters) - L‘Italia voterà a favore della risoluzione al palazzo di Vetro di New York per l‘ingresso della Palestina come Stato non membro osservatore permanente all‘Assemblea generale dell‘Onu.

E’ quanto si legge in una lunga e argomentata nota di palazzo Chigi.

La risoluzione, alla quale si oppongono Stati Uniti e Israele, dovrebbe essere approvata con una solida maggioranza dai 193 Paesi dell‘Assemblea generale e attribuirà implicitamente alla Palestina lo status di Stato sovrano cambiando la dizione della sua figura di osservatore da “entità” a “Stato non membro”.

“Tale decisione è parte integrante dell‘impegno del governo italiano volto a rilanciare il processo di pace con l‘obiettivo di due Stati, quello israeliano e quello palestinese, che possano vivere fianco a fianco, in pace, sicurezza e mutuo riconoscimento”, dice la nota.

La decisione è stata preannunciata telefonicamente dal presidente Mario Monti a Mahmoud Abbas e a Benjamin Netanyahu per spiegare le motivazioni della decisione italiana.

A Netanyahu il premier italiano ha assicurato che questa decisione non implica “nessun allontanamento dalla forte e tradizionale amicizia nei confronti di Israele”.

Monti ha anche garantito “il fermo impegno italiano ad evitare qualsiasi strumentalizzazione che possa portare indebitamente Israele, che ha diritto a garantire la propria sicurezza, di fronte alla Corte Penale Internazionale”.

Nel dare sostegno alla risoluzione, l‘Italia, in coordinamento con altri partner europei, ha in parallelo chiesto al presidente Abbas di accettare “il riavvio immediato dei negoziati di pace senza precondizioni”.

Il comunicato di Chigi riepiloga i passi formali operati e gli appuntamenti avuti dal governo e dal presidente Monti nell‘ultimo anno per favorire la distensione nei rapporti fra i due popoli.

La questione incide in qualche misura anche sul dibattito in vista del ballottaggio di domenica per le primare del centrosinistra fra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi.

Nel corso del dibattito tv di ieri sera su RaiUno, Bersani ha infatti sostenuto che il governo Monti - a differenza delle voci astensioniste che erano fino a quel momento circolate - avrebbe dovuto prendere una chiara posizione in favore della risoluzione, alla pari della maggioranza dei Paesi europei, Germania esclusa.

Renzi, invece, si era pronunciato a favore di una posizione, alla tedesca, più attenta alle ragioni dello Stato d‘Israele.

La decisione annunciata oggi è in linea con la posizione sollecitata da Bersani.

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