Lavori Parlamento paralizzati da ingorgo decreti, caos in Pdl

mercoledì 28 novembre 2012 18:16
 

di Paolo Biondi e Giuseppe Fonte

ROMA (Reuters) - Un ingorgo di decreti e la frammentazione del panorama politico, in particolare nel centrodestra con lo sfaldamento di fatto di quelli che erano i gruppi parlamentari del Pdl - cioè i due gruppi più consistenti in entarmbi i rami dellle Camere -, stanno di fatto bloccando l'attività parlamentare in queste settimane di fine legislatura.

L'esempio lampante si è avuto ieri al Senato dove la capigruppo ha decretato l'ennesimo rinvio al 5 dicembre per l'esame in aula della riforma elettorale e l'aula stessa ha di fatto bloccato l'approvazione della delega fiscale, obbligando la presidenza a un irrituale rinvio in commissione dell'importante provvedimento che prevede anche una serie di interventi immediati di riordino, oltre che progetti futuri.

La sensazione che si respira nei corridoi di Montecitorio e palazzo Madama è che la legislatura sia giunta al suo termine e che si attenda ora solo l'approvazione della Legge di stabilità e dei provvedimenti di fine anno, quelli che solitamente vengono accorpati nel cosiddetto Milleproroghe, prima di andare allo scioglimento con o senza riforma elettorale.

Oggi altri elementi sono intervenuti a confermare questo quadro.

Questa mattina era previsto nell'altro ramo del Parlamento, cioè alla Camera, il voto sulla delega al governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili.

Nei voti si è registrata una nuova frammentazione del gruppo Pdl. Come ha raccontato Andrea Sarubbi (deputato del Pd) su Twitter, "nel Pdl circa 25 ex An hanno votato con l'ala giustizialista [cioè con la Lega e l'Idv, partiti di opposizione a questo governo] su pene alternative. Circa 15 gli astenuti", sempre nel maggiore gruppo di centrodestra che generalmente su questi temi è garantista.

È la stessa frammentazione alla quale si è assistito ieri in Senato sulla delega fiscale dove, a sentire alcuni parlamentari, lo sfaldamento dei gruppi è iniziato con la contestazione di parlamentari vicini a Gianni Alemanno [sindaco di Roma e fratello del direttore dell'Agenzia del territorio Gabriella Alemanno] contro l'accorpamento delle agenzie, tema sul quale hanno raccolto consensi anche a sinistra.

La contestazione al provvedimento è proseguita da parte di altri senatori del Pdl, come Lucio Malan che ha duramente attaccato la riforma del catasto, come racconta un parlamentare del Pdl.   Continua...