Riforma elettorale, Napolitano dice che continuerà a sollecitarla

mercoledì 28 novembre 2012 15:16
 

ROMA (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dice che continuerà a sollecitare le forze politiche perché giungano a una riforma della legge elettorale prima dello scioglimento delle Camere mettendo fine a quell'"interminabile braccio di ferro" che ha bloccato finora il dibattito parlamentare.

Il nuovo invito del capo dello Stato, dopo l'ennesimo rinvio di una settimana decisio ieri dai capigruppo del Senato, è contenuto in una lettera inviata al parlamentare del Pd Roberto Giachetti per esortarlo a sospendere lo sciopero della fame intrapreso da alcune settimane per sollecitare la riforma.

La lettera di Napolitano è stata diffusa dallo stesso parlamentare che ha anche annunciato di avere accolto l'appello del presidente e sospeso il suo sciopero che l'aveva portato a rischiare la vita, secondo quanto certificato negli ultimi giorni dai medici.

"Continuo a ritenere essenziale nell'interesse della nostra vita democratica che l'impegno" per la riforma della legge elettorale "e quelle aspettative non vengano traditi", scrive Napolitano a Giachetti.

"Continuando a esercitare la mia sollecitazione istituzionale per lo stesso obiettivo per cui lei si batte, sarò lieto - appena possibile anche per lei - di incontrarla al Quirinale", scrive Napolitano, aggiungendo nuovamente il suo monito alle Camere: "Basta a questo interminabile braccio di ferro, al gioco degli equivoci, dovuto al ripetuto alternarsi di opposti irrigidimenti sulla riforma elettorale. Ancora di recente ho ricordato al presidente del Consiglio e ai presidenti delle Camere come avessi riferito loro degli incontri con i rappresentanti dei principali partiti nel corso dei quali tutti si erano dichiarati convinti della necessità di modificare la legge elettorale".

"Purtroppo da allora non si sa se si avvicina la conclusione di questo gioco degli equivoci, un braccio di ferro dovuto ad opposti irrigidimenti che mettono a grave rischio il mantenimento dell'impegno preso da tutte le forze politiche di fronte alle aspettative di cittadini e elettori".

Ieri si è registrato un nuovo, ennesimo rinvio per la riforma della legge elettorale all'esame del Senato. Il disegno di legge sarebbe dovuto approdare nell'aula di palazzo Madama questa settimana, ma la riunione dei capigruppo di ieri pomeriggio ha deciso di rinviarlo al 5 dicembre prossimo.

Per addolcire la pillola del nuovo slittamento sono intervenute le dichiarazioni dei capigruppo del Pdl Maurizio Gasparri e del Pd Anna Finocchiaro, secondo i quali una soluzione è ora più vicina. In effetti ci sono stati passi avanti su una ipotesi di mediazione avanzata dal leghista Roberto Calderoli (lo stesso autore del Porcellum che si cerca di modificare) ma l'effettiva possibilità di accordo è legata all'evoluzione della situazione politica, questa settimana non è proprio aria di accordi.

Due i motivi fondamentali: il primo è che il Pd è impegnato negli ultimi decisivi giorni di campagna elettorale per le primarie del centrosinistra "e Pier Luigi Bersani non vuole concedere a Matteo Renzi un nuovo tema di dibattito scendendo a patti con l'Udc e il Pdl su un testo che comunque non esprimerà i desideri del segretario", spiega un senatore di centrosinistra.

Il secondo motivo è speculare: nel centrodestra Berlusconi non ha ancora annunciato cosa intende fare e se scenderà in campo con una riedizione di Forza Italia che porterebbe inevitabilmente a una spaccatura del Pdl. La decisione, ha detto, sarà presa dopo le primarie del centrosinistra e comunque non prima del fine settimana. Non è quindi in condizione ora di fare accordi di alcun tipo, impegnato in altre questioni.

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Riforma elettorale, Napolitano dice che continuerà a sollecitarla. REUTERS/Massimo Barbanera