Ilva, governo lavora a decreto per bonifica e produzione

mercoledì 28 novembre 2012 16:08
 

ROMA (Reuters) - Il decreto che il governo presenterà tra domani e venerdì per consentire la riapertura dell'impianto siderurgico Ilva di Taranto dovrebbe recepire i contenuti dell'Aia, la Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal ministero dell'Ambiente a fine ottobre.

Lo ha detto oggi il ministro dell'Ambiente Corrado Clini.

Intanto, una delle ipotesi a cui sta lavorando la "task force" di esperti incaricata di stendere il testo del decreto è quella di restituire all'azienda la conduzione di tutti gli impianti, compresi quelli dell'area "a caldo" sequestrata a fine luglio dalla Procura di Taranto a seguito di un'inchiesta per disastro ambientale, ha detto a Reuters una fonte governativa.

"E' quello che cerchiamo di fare", ha risposto Clini questa mattina in una intervista telefonica a Canale 5 alla domanda se il decreto ribadirà i contenuti dell'Aia.

Il ministro ha invece definito "un po' remota" l'ipotesi di dichiarare nel decreto l'area come 'sito strategico nazionale' per consentire la riapertura dell'impianto.

L'Aia indica all'Ilva le prescrizioni alle quali attenersi "per aggiornare la tecnologia e mettere in sicurezza gli impianti al fine di garantire la sicurezza e la salute", ha detto Clini ricordando che l'azienda si è impegnata a investire 3 miliardi di euro per ottemperare alle richieste.

L'Ilva ha deciso di chiudere l'area "a freddo" della fabbrica - strategica per tutta l'attività del sito - dopo che la procura di Taranto ha ordinato gli arresti di alcuni dirigenti dell'azienda e soprattutto il sequestro di forniture e prodotti finiti.

Per Clini, che oggi ha tenuto anche un'informativa urgente alla Camera sulla situazione a Taranto, il blocco dell'area a freddo "ha degli effetti importanti dal punto di vista ambientale, perché ritarda tutti gli interventi già previsti per eliminare ora le sorgenti di rischio più immediate".

Nei giorni scorsi, la Procura tarantina aveva dato invece parere negativo al dissequestro dell'area a caldo, affermando che l'azienda può comunque iniziare i lavori di bonifica ambientale previsti dall'Aia, ma non riavviare la produzione, almeno fino a che lo stabilimento diffonde emissioni inquinanti fuorilegge.   Continua...

 
Un operaio delle accaierie Ilva di Taranto. REUTERS/Alessandro Garofalo