28 novembre 2012 / 08:35 / 5 anni fa

Ilva, governo lavora a decreto per bonifica e produzione

Un operaio delle accaierie Ilva di Taranto. REUTERS/Alessandro Garofalo

ROMA (Reuters) - Il decreto che il governo presenterà tra domani e venerdì per consentire la riapertura dell‘impianto siderurgico Ilva di Taranto dovrebbe recepire i contenuti dell‘Aia, la Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal ministero dell‘Ambiente a fine ottobre.

Lo ha detto oggi il ministro dell‘Ambiente Corrado Clini.

Intanto, una delle ipotesi a cui sta lavorando la “task force” di esperti incaricata di stendere il testo del decreto è quella di restituire all‘azienda la conduzione di tutti gli impianti, compresi quelli dell‘area “a caldo” sequestrata a fine luglio dalla Procura di Taranto a seguito di un‘inchiesta per disastro ambientale, ha detto a Reuters una fonte governativa.

“E’ quello che cerchiamo di fare”, ha risposto Clini questa mattina in una intervista telefonica a Canale 5 alla domanda se il decreto ribadirà i contenuti dell‘Aia.

Il ministro ha invece definito “un po’ remota” l‘ipotesi di dichiarare nel decreto l‘area come ‘sito strategico nazionale’ per consentire la riapertura dell‘impianto.

L‘Aia indica all‘Ilva le prescrizioni alle quali attenersi “per aggiornare la tecnologia e mettere in sicurezza gli impianti al fine di garantire la sicurezza e la salute”, ha detto Clini ricordando che l‘azienda si è impegnata a investire 3 miliardi di euro per ottemperare alle richieste.

L‘Ilva ha deciso di chiudere l‘area “a freddo” della fabbrica - strategica per tutta l‘attività del sito - dopo che la procura di Taranto ha ordinato gli arresti di alcuni dirigenti dell‘azienda e soprattutto il sequestro di forniture e prodotti finiti.

Per Clini, che oggi ha tenuto anche un‘informativa urgente alla Camera sulla situazione a Taranto, il blocco dell‘area a freddo “ha degli effetti importanti dal punto di vista ambientale, perché ritarda tutti gli interventi già previsti per eliminare ora le sorgenti di rischio più immediate”.

Nei giorni scorsi, la Procura tarantina aveva dato invece parere negativo al dissequestro dell‘area a caldo, affermando che l‘azienda può comunque iniziare i lavori di bonifica ambientale previsti dall‘Aia, ma non riavviare la produzione, almeno fino a che lo stabilimento diffonde emissioni inquinanti fuorilegge.

I sindacati hanno indetto uno sciopero nazionale per domani, preoccupati per il destino dei 12.000 dipendenti dell‘Ilva di Taranto ai quali si aggiungono altri 8.000 dell‘indotto.

Sempre per domani è previsto un incontro a Palazzo Chigi presieduto da Mario Monti con sindacati, azienda e autorità locali. Venerdì il consiglio dei ministri dovrebbe varare definitivamente il decreto, ha detto la fonte.

DISSEQUESTRO PER DECRETO?

“Il governo deve assumere una iniziativa che consenta di dare attuazione alle disposizioni già date per il risanamento impianti e accettate dall‘azienda, chiarendo che le modalità di gestione per garantire salute è competenza dell‘amministrazione e non dei magistrati”, ha detto questa mattina Clini, che già non aveva nascosto il suo disappunto per la decisione della procura.

Una bozza di decreto legge della cui esistenza Reuters ha avuto conferma da una fonte governativa dice, in sostanza, che l‘Aia diventa immediatamente esecutiva per una durata di 24 mesi, e che l‘attività dell‘impianto è autorizzata, “salvo che sia riscontrata l‘inosservanza anche a una sola delle prescrizioni impartiti nel provvedimento stesso”. Inoltre, la conduzione dello stabilmento è assegnata all‘azienda, e dunque non ai custodi giudiziari.

Ma secondo la fonte questo testo non è quello definitivo, ma solo una delle ipotesi considerate per il decreto.

Intanto il ministro Clini ha escluso un commissariamento dell‘Ilva, alla luce dei mandati di arresto per i vertici: “Non c‘è bisogno di commissariamento, vogliamo cercare di riportare la gestione della situazione dell‘Ilva nell‘ambito di quello che prevede la legge, il governo vuole l‘applicazione piena della legge”.

I magistrati di Taranto hanno deciso l‘altro ieri l‘arresto di sette persone tra cui dirigenti ed ex di Ilva e del Gruppo Riva, da cui lo stabilimento dipende, tra cui l‘anziano patron Emilio Riva, nell‘ambito di una inchiesta per corruzione, parallela a quella per disastro ambientale. Secondo la Procura, i vertici aziendali avrebbero “comprato” consulenti e politici per coprire le emissioni inquinanti.

(Massimiliano Di Giorgio)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below