27 novembre 2012 / 11:40 / 5 anni fa

Ilva, operai in piazza a Taranto e Genova. Governo verso decreto

Lavoratori dell'Ilva protestano contro la possibile chiusura degli stabilimenti. Genova, 27 novembre 2012.Alessandro Garofalo

GENOVA/TARANTO (Reuters) - Alcune migliaia di lavoratori dell'Ilva sono scesi in piazza oggi a Taranto e a Genova contro la chiusura dello stabilimento pugliese, decisa ieri dopo gli arresti di dirigenti ed ex dell'azienda e un ulteriore sequestro, mentre il governo lavora a un decreto che consenta di mantenere la produzione.

La soluzione, ha detto a Reuters una fonte governativa, dovrebbe arrivare entro giovedì, quando ci sarà un incontro a Palazzo Chigi con i sindacati e gli enti locali.

Intanto, nell'inchiesta della magistratura, spuntano sei indagati minori, tra cui il sindaco di Taranto, un sacerdote e un agente della Digos.

A Taranto, stamani, 3-4.000 lavoratori iscritti a Fim, Fiom e Uilm hanno occupato lo stabilimento introducendosi negli uffici, dove hanno incontrato il direttore. Nell'impianto siderurgico tarantino lavorano in totale circa 12.000 persone.

A Genova, invece, sede di un altro stabilimento del gruppo dove lavorano 1.760 persone, in 1.500 sono scesi in piazza, preoccupati per le ricadute occupazionali sull'impianto ligure, in una manifestazione sfociata nel blocco del casello autostradale di Genova ovest.

"Senza Taranto, Genova ha autonomia di quattro giorni. Non saremo gli agnelli sacrificali di nessuno [...] siamo contrari a qualunque chiusura", ha detto Francesco Grondona, segretario della Fiom di Genova.

Per giovedì intanto i metalmeccanici hanno proclamato 24 ore di sciopero nazionale.

Ieri sera è arrivata la comunicazione dell'azienda sulla chiusura dell'area "a freddo" - in attesa dell'esito del ricorso presentato in tribunale - perché il sequestro dei materiali, secondo Ilva, impedisce sia le attività di produzione che quelle di commercializzazione.

"Abbiamo chiuso l'impianto perché ci è stato confiscato il materiale", ha detto oggi un portavoce di Ilva a Reuters.

"Oggi abbiamo presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro il sequestro. Se ci darà ragione riapriremo, se no, l'Ilva resterà chiusa, perché non può produrre senza materiale".

Nelle scorse settimane l'azienda aveva già chiesto la cassa integrazione per un massimo di 2.000 dipendenti dell'area a freddo, motivandola con la crisi del settore siderurgico.

DECRETO PER CONSENTIRE PRODUZIONE RISPETTANDO MAGISTRATI

Sul fronte politico, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha assicurato oggi che il governo sta lavorando per risolvere la situazione "in tempi molto rapidi".

"Credo che avremo una soluzione pronta per quando ci incontreremo giovedì. Sarà una riunione operativa, non solo uno scambio di idee, con un provvedimento che consente di superare questa situazione", ha detto Clini ai microfoni di Skytg24, facendo riferimento alla riunione convocata dal premier Mario Monti con i ministri competenti, il presidente dell'Ilva, i leader di Cgil, Cisl e Uil e le autorità pugliesi.

Una fonte governativa ha detto oggi che l'esecutivo sta lavorando per giovedì a un decreto che dovrebbe "conciliare l'urgenza di bonifica con le prerogative dell'azione penale avviata dalla Procura di Taranto".

Secondo la fonte non si tratterebbe di una decisione di dissequestro dell'area "a caldo" dell'Ilva che deve essere bonificata per rispettare le normative ambientali, perché ciò violerebbe in modo palese l'autonomia del sistema giudiziario.

Il decreto - su cui sono al lavoro "schiere di esperti di diritto" - dovrebbe invece "consentire la produzione mantenendo sotto sequestro gli impianti, senza violare le prerogative dei magistrati" che indagano sia per disastro ambientale che per corruzione.

L'Ilva, prima degli arresti e del nuovo sequestro di ieri - che ha riguardato prodotti finiti e materiale di lavorazione per l'acciaieria - aveva minacciato la chiusura in caso di mancato dissequestro dell'impianto, affermando di non poter altrimenti attuare le disposizioni della nuova Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal ministero dell'Ambiente a fine ottobre.

La Procura, che si oppone, ha detto che l'azienda può attuare la bonifica nella zona sequestrata senza limitazioni, ma non può invece mantenere la produzione allo stesso tempo, finché continua a emettere sostanze inquinanti fuori norma.

Nel frattempo, hanno riferito fonti giudiziarie, la Guardia di Finanza ha acquisito la vecchia Aia, quella rilasciata nell'agosto 2011 dall'allora ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che secondo i critici era comunque insufficiente a garantire la necessaria riduzione delle emissioni inquinanti.

OGGI SEI NUOVI INDAGATI "MINORI"

Oggi, da fonti giudiziarie, si è appreso che i magistrati hanno iscritto sul registro degli indagati altre sei persone - dopo i sette arresti disposti ieri - ma che si tratta di "personaggi minori". Tra di loro, il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno, la cui iscrizione, secondo le fonti, è un "atto dovuto" in seguito a un denuncia per omissioni d'atto d'ufficio nella vicenda Ilva da parte di un consigliere comunale.

Un altro indagato è un sacerdote accusato di falsa testimonianza. Secondo il sacerdote la somma che Ilva, per i magistrati, avrebbe pagato a un consulente per falsare dei dati sarebbero andati in realtà alla diocesi come donazione. Indagato anche un agente della Digos con l'accusa di rivelazione di segreti d'ufficio.

Ieri i magistrati di Taranto hanno deciso l'arresto di sette persone tra cui dirigenti ed ex di Ilva e del Gruppo Riva, da cui lo stabilimento dipende, tra cui l'anziano patron Emilio Riva, nell'ambito di una inchiesta per corruzione.

Secondo i magistrati, dirigenti dell'Ilva avrebbero corrotto politici, periti e imprenditori locali per mettere a tacere o almeno ridimensionare le attività inquinanti dell'impianto.

Alla fine di luglio la magistratura, che ha aperto un'inchiesta per disastro ambientale, ha sequestrato l' area "a caldo" dello stabilimento dell'Ilva, per l'emissione di sostanze inquinanti superiori alla norma che, secondo perizie epidemiologiche, avrebbero provocato tassi eccessivi di decessi per tumori a Taranto.

- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below