Ilva, arrestati Emilio Riva e altri, Ferrante indagato

lunedì 26 novembre 2012 17:27
 

TARANTO (Reuters) - Il patron dell'Ilva di Taranto Emilio Riva, suo figlio Fabio ed altre cinque persone sono state arrestate questa mattina con l'accusa a vario titolo di corruzione, concussione e associazione a delinquere.

Lo riferiscono la Guardia di Finanza e la Procura di Taranto.

Emilio Riva, che non ha più cariche operative nel gruppo, si trova agli arresti domiciliari, mentre il figlio Fabio, vicepresidente di Riva Group, è destinatario di un ordine di custodia cautelare in carcere firmato dai gip di Taranto Patrizia Todisco e Vilma Gilli su richiesta del pm Remo Epifani.

Al momento però l'uomo, che era già ai domiciliari per l'inchiesta principale sull'Ilva - quella per disastro ambientale, che nel luglio scorso ha portato al sequestro degli impianti dell'area a caldo dell'impianto siderurgico tarantino - risulta irreperibile e gli agenti delle Fiamme Gialle lo stanno cercando per portarlo in carcere.

Secondo i magistrati dirigenti dell'Ilva avrebbe corrotto politici, periti ed imprenditori locali per mettere a tacere o almeno ridimensionare le attività inquinanti dell'impianto.

Nell'inchiesta, dicono fonti giudiziarie, risultano indagati anche l'attuale presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante e l'ex presidente Nicola Riva, per il quale la procura aveva chiesto l'arresto che è stato però respinto dal gip.

In una breve nota diffusa nel pomeriggio, Ferrante - un ex prefetto - ha detto di non avere "alcuna intenzione di rinunciare all'incarico di Presidente di Ilva", che aveva assunto nel luglio scorso, poco prima che scattasse il sequestro degli impianti.

"Le contestazioni che mi sono state rivolte dal pm di Taranto appaiono inconsistenti e strumentali", ha detto ancora Ferrante. "Proseguirò nel mio compito nell'interesse dei tanti lavoratori e dell'Azienda, convinto sempre che è possibile e doveroso coniugare ambiente, salute e lavoro".

TRA GLI ARRESTATI ANCHE UN POLITICO DI CENTROSINISTRA   Continua...

 
Una immagine dal mare degli stabilimenti dell'Ilva di Taranto, gruppo siderurgico controllato dalla famiglia Riva. 3 agosto, 2012. REUTERS/Yara Nardi