Primarie, vince gente del centrosinistra, "milionate" ai seggi

lunedì 26 novembre 2012 11:21
 

di Paolo Biondi

ROMA (Reuters) - Saranno Pierluigi Bersani e Matteo Renzi a giocarsi domenica prossima il posto di candidato premier del centrosinistra, con il segretario del Pd che ha stravinto, ma il sindaco di Firenze ha ottenuto un ottimo risultato specie se proiettato sui futuri equilibri del centrosinistra.

Stamani, con circa la metà dei seggi scrutinati, Bersani ha ottenuto circa il 44% delle preferenze, a fronte del 36% di Renzi. Staccato il leader del Sel, Nichi Vendola, con circa il 15% mentre gli altri due sfidanti si sono fermati rispettivamente al 3%, Laura Puppato, e all'1%, Bruno Tabacci.

Il dato più evidente del voto di ieri è stata l'altissima affluenza che segna una netta inversione di tendenza dopo le vittorie del non voto alle recenti amministrative siciliane. Il dato di ieri è addirittura superiore a quello delle primarie del 2009 per la segreteria del Pd (che vinse Bersani), ai livelli di quelle del 2007 che affidarono la candidatura alla premiership a Walter Veltroni, fino a confrontarsi addirittura, seppur in maniera minoritaria, con i 4,3 milioni di Romano Prodi nel 2005, in un'era politica lontanissima, come hanno dimostrato i commenti dei vari candidati ieri sera.

Bersani, con una delle sue colorite espressioni, ha parlato di "milionate" di persone ai seggi.

Il segretario del Pd e Renzi si sono profusi in reciproci complimenti, perché il fatto nuovo di ieri è quello di un centrosinistra che dimostra di avere una forte presa sugli elettori e di un centrosinistra che cambia pelle, che dovrà fare i conti sia con una sensibile pressione per la continuità coi temi di difesa del lavoro sia con una fortissima richiesta di rinnovamento che sta facendo breccia: bastava guardare ieri sera in tv le facce degli staff dei due candidati vincenti, facce nuove e giovani.

Quello che abbiamo visto ieri è già un nuovo centrosinistra, si tratterà di vedere ora quanto saprà interpretare effettivamente le novità richiesta dagli elettori e quali contenuti saprà esprimere.

Il vice segretario del Pd Enrico Letta ha detto che il voto di ieri è stato "la legittimazione piena e totale, ci hanno aiutato Silvio Berlusconi e Beppe Grillo con il loro tentativo di delegittimare le primarie. Bersani e Renzi insieme sapranno rendere il Pd ancora più forte".

Un modo nuovo per superare la politica dell'"uomo solo al comando" e per esprimere una nuova leadership plurale e unitaria, come ha detto Bersani, ben lontana dalla rissosa pluralità di voci ai tempi dell'ultimo governo Prodi.   Continua...

 
Il sindaco di Firenze Matteo Renzi fra i suoi sostenitori. REUTERS/Giorgio Perottino