November 26, 2012 / 7:58 AM / 5 years ago

Primarie, vince gente del centrosinistra, "milionate" ai seggi

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Il sindaco di Firenze Matteo Renzi fra i suoi sostenitori.Giorgio Perottino

di Paolo Biondi

ROMA (Reuters) - Saranno Pierluigi Bersani e Matteo Renzi a giocarsi domenica prossima il posto di candidato premier del centrosinistra, con il segretario del Pd che ha stravinto, ma il sindaco di Firenze ha ottenuto un ottimo risultato specie se proiettato sui futuri equilibri del centrosinistra.

Stamani, con circa la metà dei seggi scrutinati, Bersani ha ottenuto circa il 44% delle preferenze, a fronte del 36% di Renzi. Staccato il leader del Sel, Nichi Vendola, con circa il 15% mentre gli altri due sfidanti si sono fermati rispettivamente al 3%, Laura Puppato, e all'1%, Bruno Tabacci.

Il dato più evidente del voto di ieri è stata l'altissima affluenza che segna una netta inversione di tendenza dopo le vittorie del non voto alle recenti amministrative siciliane. Il dato di ieri è addirittura superiore a quello delle primarie del 2009 per la segreteria del Pd (che vinse Bersani), ai livelli di quelle del 2007 che affidarono la candidatura alla premiership a Walter Veltroni, fino a confrontarsi addirittura, seppur in maniera minoritaria, con i 4,3 milioni di Romano Prodi nel 2005, in un'era politica lontanissima, come hanno dimostrato i commenti dei vari candidati ieri sera.

Bersani, con una delle sue colorite espressioni, ha parlato di "milionate" di persone ai seggi.

Il segretario del Pd e Renzi si sono profusi in reciproci complimenti, perché il fatto nuovo di ieri è quello di un centrosinistra che dimostra di avere una forte presa sugli elettori e di un centrosinistra che cambia pelle, che dovrà fare i conti sia con una sensibile pressione per la continuità coi temi di difesa del lavoro sia con una fortissima richiesta di rinnovamento che sta facendo breccia: bastava guardare ieri sera in tv le facce degli staff dei due candidati vincenti, facce nuove e giovani.

Quello che abbiamo visto ieri è già un nuovo centrosinistra, si tratterà di vedere ora quanto saprà interpretare effettivamente le novità richiesta dagli elettori e quali contenuti saprà esprimere.

Il vice segretario del Pd Enrico Letta ha detto che il voto di ieri è stato "la legittimazione piena e totale, ci hanno aiutato Silvio Berlusconi e Beppe Grillo con il loro tentativo di delegittimare le primarie. Bersani e Renzi insieme sapranno rendere il Pd ancora più forte".

Un modo nuovo per superare la politica dell'"uomo solo al comando" e per esprimere una nuova leadership plurale e unitaria, come ha detto Bersani, ben lontana dalla rissosa pluralità di voci ai tempi dell'ultimo governo Prodi.

"Noi cinque dovremo fare qualcosa assieme prima del prossimo turno, gli posso offrire una birra", ha detto Bersani. Il dato è più evidente se si guarda un altro fattore: Bersani aveva detto di attendersi dai 2 ai 3 milioni di persone al voto, Renzi - suffragato da sondaggi come quelli di Ipsos - aveva detto che se fosse riuscito a portare al voto 4 milioni di persone avrebbe vinto, cosa che avrebbe dovuto iniziare a manifestarsi già sopra i 3 milioni. I votanti sono stati in quel range ma a muoversi è stato tutto l'elettorato del centrosinistra che evidentemente sta recuperando quei propri lettori che aveva ultimamente perduto: "Il centrosinistra che verrà ha bisogno di coinvolgerli" quegli elettori, ha detto Renzi.

"Il centrosinistra ritrova il suo popolo; il mio auspico è che ora non lo abbandoni", gli ha fatto eco Vendola sempre ieri sera.

Bisognerà poi andare ad analizzare il voto nel dettaglio: la vittoria di Renzi in alcune zone rosse della Toscana, il successo di Bersani con Vendola secondo in zone dove il voto di opinione è preponderante come la città di Roma scombinano certe semplificazioni sui due sfidanti che abbiamo letto in tanti commenti di queste settimane.

Sia Bersani sia Renzi hanno dimostrato di essere qualcosa di diverso da queste semplificazioni, di sapere andare oltre gli stereotipi e di sapere parlare entrambi a un pubblico vasto. Bersani ha dimostrato di sapere rappresentare una candidatura unitaria, che sa interpretare elettori da Vendola al centro, Renzi ha dimostrato di essere già un leader che sa sfondare anche a sinistra, non solo al centro.

Intanto si apre una nuova settimana di intensa campagna elettorale per il ballottaggio, perché il suo esito non è certo scontato anche se Bersani parte avvantaggiato. E' un'altra settimana per allargare il consenso del centrosinistra, come ha notato sempre Letta ieri sera, mentre il centrodestra non sembra saper affrontare la sua profonda crisi. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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