Proto indagato per truffa e aggiotaggio. Legale nega

giovedì 22 novembre 2012 15:51
 

MILANO (Reuters) - Il finanziere Alessandro Proto, che si è recentemente candidato alle primarie del Pdl, è stato iscritto sul registro degli indagati della procura di Milano con le ipotesi di reato di truffa e aggiotaggio.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che l'ipotesi di truffa è relativa ad alcune operazioni immobiliari e al fondo Caronte, mentre quella di aggiotaggio alle comunicazioni al mercato diffuse dalla Proto Consulting.

Il legale di Proto, Francesco Rubino, spiega però che il suo assistito non ha ricevuto alcun avviso di garanzia e "non è indagato per alcun procedimento in tema di aggiotaggio".

"Tutte le attività finanziare della Proto Organization sono sempre state condotte nella massima trasparenza e rispetto delle regole del mercato e delle disposizioni della normativa italiana", spiega l'avvocato in una nota. "In qualità di imprenditore, ovviamente, (Proto) non è scevro da false accuse che terzi muovono nei suoi confronti".

La mancata ricezione di un avviso di garanzia non implica necessariamente che non ci sia un'inchiesta a proprio carico.

Nel corso delle indagini, condotte dal pm Isidoro Palma, Proto era stato sentito come testimone nelle scorse settimane, dopodiché è stato iscritto sul registro degli indagati, secondo una delle fonti.

Lo stesso Proto, in un altro comunicato in cui spiega di non essere stato ascoltato da alcun magistrato, parla di "una macchina del fango che si mette in moto contro chi vuole dare un contributo attivo al Paese".

"Non mi farò intimidire da accuse infondate e calunniose e proseguirò sulla mia strada, certo di avere le capacità per proseguire e che a quanto pare fanno già paura a qualcuno", spiega il finanziere, aggiungendo che procederà nelle sedi opportune per la tutela sua e delle sue aziende.

Secondo gli inquirenti, nei comunicati di Proto ci sarebbero "mezze verità", come nel caso delle note in cui si parla di offerte per l'acquisto di quote di Mps o di partecipazioni in Unicredit , Rcs, Mediobanca , Fiat, sui cui Consob sta compiendo accertamenti. La procura sostiene che le offerte venissero fatte, senza però comunicare al mercato che erano state immediatamente respinte.

Il 1 novembre scorso in un comunicato Proto si dichiarava tranquillo sul proprio operato in merito alla vicenda Rcs ritenendo di aver ottemperato a tutti gli obblighi di legge e annunciava che avrebbe chiesto i danni alla Consob per la nota diffusa il giorno prima dall'autorità di vigilanza.

Il 31 ottobre Consob in una nota aveva comunicato che Proto non aveva ottemperato entro i tempi prescritti alla richiesta di fornire al mercato alcune informazioni sul patto Rcs, aggiungendo che quindi non sussistono elementi in grado di attestarne la veridicità. -- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
Un'immagine d'archivio del Tribunale di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo