Scuola, sindacati sospendono sciopero e cortei, ma Cgil conferma

giovedì 22 novembre 2012 14:18
 

ROMA (Reuters) - Dopo un confronto col governo questa mattina, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno deciso di sospendere lo sciopero unitario della scuola, fissato per sabato prossimo, e la manifestazione nazionale di Roma, mentre la Cgil ha confermato la protesta.

"Abbiamo sospeso lo sciopero e la manifestazione nazionale perché le nostre rivendicazioni sono state accolte", ha detto a Reuters il segretario della Cisl Scuola, Francesco Scrima.

"Noi protestavamo su due punti, contro l'aumento dell'orario per gli insegnanti da 18 a 24 ore e sulla ripresa della contrattazione per il recupero degli scatti di anzianità", ha detto l'esponente sindacale.

"Il Parlamento ha annullato l'aumento delle ore e il governo oggi si è impegnato a inviare all'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) l'atto di indirizzo per la contrattazione", ha aggiunto Scrima.

Il leader della Flc Cigil Mommo Pantaleo ha invece parlato di un "giudizio fortemente critico" sull'impegno del governo per gli scatti d'anzianità.

"Il ripristino degli scatti di anzianità per l'anno 2011 ha bisogno di una copertura finanziaria di 480 milioni di euro, ma il ministero dell'Economia, a fronte dei tagli epocali, 8 miliardi in tre anni, ha certificato una miseria di risparmi: 86 milioni", ha detto Pantaleo in una nota.

"E' necessario quindi tagliare di un terzo, pari a 384 milioni di euro, il fondo di scuola per pagare gli scatti. Questo sarà scritto nell'atto di indirizzo per l'avvio di una apposita sessione negoziale", scrive ancora.

"Non è una soluzione, ma il gioco delle tre carte. Gli scatti verranno pagati dagli stessi lavoratori ma anche dagli studenti che avranno meno offerta formativa".

Ieri sera la Cgil non ha firmato, a differenza degli altri sindacati, il documento sulla produttività messo a punto con le organizzazioni dei datori di lavoro.   Continua...

 
Roma, studentesse scrivono su una lavagna in una scuola occupata. La foto è del 13 novembre. REUTERS/Max Rossi