Produttività, Monti spera accordo unitario. Cgil resta critica

mercoledì 21 novembre 2012 20:04
 

di Francesca Piscioneri

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio, Mario Monti, auspica che stasera sia siglato un accordo unitario sulla produttività, mentre la Cgil ribadisce le proprie critiche all'intesa.

"Siamo all'incontro conclusivo su un tema cruciale che è quello di rilanciare la produttività e competitività per le imprese e il sistema Paese. La nostra speranza è che tutte le parti aderiscano a quanto avete elaborato e condiviso", ha detto Monti avviando la riunione con le parti sociali, secondo quanto riferito da una fonte sindacale, dopo che nei giorni scorsi il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha chiesto una discussione supplementare su potere d'acquisto, mansioni e rappresentanza.

Camusso, prendendo la parola stasera a Palazzo Chigi, ha rinnovato le critiche all'accordo e Monti le ha risposto che mentre negli anni '90 il problema era l'inflazione, oggi è il ritorno alla crescita attraverso maggiore produttività.

"Ecco perché il ruolo del governo è stato quello di esortare le parti a trovare nella loro autonomia una soluzione contrattuale per stimolare l'economia e la crescita", ha detto il premier.

La legge di stabilità all'esame del Parlamento stanzia 2,150 miliardi tra il 2013 e il 2015 per rilanciare la produttività. L'intesa tra le parti è stata indicata dal governo come propedeutica alla elargizione delle risorse che per essere effettivamente stanziate necessitano comunque di un decreto attuativo.

All'incontro, oltre a Monti, per il governo sono presenti i ministri del Welfare Elsa Fornero, dello Sviluppo economico Corrado Passera e il sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà.

Per le parti sociali ci sono i quattro leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e i capi di Confindustria, Abi, Ania, Rete imprese e Coop.

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha presentato al governo il testo condiviso dalle otto organizzazioni, Cgil esclusa, mentre il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha sottolineato l'importanza della detassazione della parte di salario legata alla produttività sostenendo che "anche lo Stato avrà più entrate se ci sarà nuova produzione".   Continua...